Var Energi accelera nel Mare del Nord, come anticipato da MF-Milano Finanza, con l’acquisizione di BlueNord, operazione da circa 12,8 miliardi di corone norvegesi (circa 1,1 miliardi di euro) che punta a creare il maggiore produttore indipendente di petrolio e gas in Europa.
La società norvegese, controllata da Eni, rafforza così la propria presenza geografica entrando nella piattaforma continentale danese e porta l’obiettivo di produzione di lungo termine a 450 mila barili equivalenti di petrolio al giorno.
L’operazione prevede un corrispettivo misto: gli azionisti di BlueNord riceveranno 248,4 milioni di nuove azioni Var Energi e 1,96 miliardi di corone norvegesi in contanti (circa 170 milioni di euro). La valutazione complessiva di BlueNord è stata calcolata sulla base del prezzo di chiusura di Var Energi di 43,6 corone norvegesi registrato lunedì.
Eni, che oggi detiene il 63% di Var Energi, resterà il primo azionista anche dopo l’aumento di capitale necessario per finanziare l’acquisizione. La quota del Cane a sei zampe scenderà nell’ordine del 57% nel gruppo combinato, mantenendo comunque il controllo della società norvegese.
Il nuovo gruppo potrà contare su un portafoglio più diversificato, con l’ingresso degli asset di BlueNord nella piattaforma continentale danese, accanto alle attività già presenti soprattutto sulla piattaforma continentale norvegese. L’obiettivo dichiarato da Var Energi è rafforzare il ruolo di fornitore stabile di energia per l’Europa in una fase in cui la sicurezza degli approvvigionamenti resta una priorità strategica.
Secondo la società, l’integrazione genererà oltre 100 milioni di dollari di sinergie annuali attraverso efficienze operative, ottimizzazione dei costi e una maggiore scala finanziaria. Il gruppo stima inoltre un cash flow operativo superiore a 10 miliardi di dollari nel periodo 2026-2030.
BlueNord nel trimestre ha generato 249 milioni di dollari di cash flow operativo e ha distribuito un dividendo trimestrale record da 174 milioni di dollari, segnale della capacità degli asset danesi di generare cassa.
L’operazione arriva insieme a conti positivi. Var Energi ha chiuso il secondo trimestre con un utile ante imposte di 2,42 miliardi di dollari, sostenuto dalla performance operativa e dal contributo della produzione di petrolio e gas. Nel periodo, la società ha registrato una produzione di 376 mila barili al giorno, sostenuta dal contributo degli asset upstream e da prezzi favorevoli. Si è trattato per il 67% da petrolio e liquidi e per il 33% da gas.
La società ha confermato gli obiettivi produttivi per il 2026 e ha annunciato un aumento del dividendo trimestrale a 350 milioni di dollari, prevedendo un’ulteriore distribuzione dello stesso importo nel terzo trimestre a favore degli azionisti della società combinata. «L’operazione rafforza il nostro ruolo di fornitore affidabile e sicuro di energia per l’Europa», ha dichiarato l’amministratore delegato Nick Walker.
Il closing dell’acquisizione è atteso entro la fine dell’anno. Per Var Energi si tratta di un passaggio strategico per aumentare la scala industriale, mentre per Eni rappresenta un ulteriore consolidamento della presenza nel settore upstream norvegese, uno dei principali hub europei per la produzione di gas naturale.
Secondo Citi, l’acquisizione di BlueNord rappresenta un’evoluzione naturale della strategia di Var Energi nel Mare del Nord e rafforza la tesi di crescita della produzione nel lungo periodo. Gli analisti sottolineano che l’operazione porterà 45 mila barili equivalenti al giorno di produzione stabile e meno esposta al naturale calo dei giacimenti, aumentando del 9% la base di riserve e risorse del gruppo, fino a 2,4 miliardi di barili al giorno.
Per Citi, la valutazione dell’operazione appare equa: sulla base della capacità di generare cassa di BlueNord negli ultimi dodici mesi (682 milioni di dollari di cash flow operativo), l’operazione implica un multiplo di circa 4 volte l’enterprise value. Il deal dovrebbe creare valore per azione, aumentando produzione, generazione di cassa e capacità distributiva, senza alterare la disciplina finanziaria di Var Energi, che confermerebbe un piano di investimenti annuo intorno ai 2,5 miliardi di dollari.
Gli analisti evidenziano anche il rafforzamento della posizione finanziaria: dopo la trimestrale, il rapporto debito netto/cash flow operativo è sceso a 0,6 volte da 1,1 volte nel trimestre precedente. Citi vede inoltre margini per sinergie post-acquisizione tra 250 e 300 milioni di dollari al netto delle imposte entro il 2032, anche grazie al rifinanziamento del debito di BlueNord a condizioni più favorevoli. (riproduzione riservata)