Eni, boom di ordini per il nuovo bond ibrido perpetuo. Ecco quanto rende
Eni, boom di ordini per il nuovo bond ibrido perpetuo. Ecco quanto rende
Il prestito obbligazionario da un miliardo di euro, riservato agli investitori istituzionali, ha ricevuto una domanda pari a sei miliardi. Prima data di rimborso ad aprile 2032

di Angela Zoppo 12/01/2026 17:08

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Eni torna sul mercato delle obbligazioni ibride. Il gruppo guidato dal ceo Claudio Descalzi ha lanciato lunedì 12 gennaio una nuova emissione obbligazionaria subordinata ibrida perpetua con un valore nominale di un miliardo di euro, che ha ricevuto ordini per oltre sei miliardi. Gli investitori istituzionali si sono mossi soprattutto da Regno Unito, Germania, Francia e Italia.

L’operazione rientra nell'ambito del Euro Medium Term Note di Eni, in esecuzione di quanto deliberato l’11 dicembre 2025 dal consiglio di amministrazione. L’obiettivo è «mantenere una struttura finanziaria equilibrata e a finanziare i fabbisogni generali».

Le condizioni del bond

Il prestito obbligazionario ibrido sarà emesso con un prezzo di re-offer del 99,342% e una cedola annua del 4,125% fino alla prima data di reset, prevista a 6,25 anni dall’emissione (il 19 aprile 2032).
In assenza di rimborso anticipato, la cedola annua verrà rideterminata a partire da quella data e successivamente ogni cinque anni. Sarà pari al tasso Euro Mid Swap a cinque anni di volta in volta in vigore, sommato a un margine iniziale di 163,7 punti base, che sarà ulteriormente incrementato di 25 punti base a partire dal 19 aprile 2037. Un successivo aumento di ulteriori 75 punti base scatterà dal 19 aprile 2052.
Il prestito obbligazionario ibrido sarà negoziato sul mercato regolamentato di Borsa Italiana e del Lussemburgo. La data di regolamento è prevista per il 19 gennaio 2026.

Il bis dopo un anno

Esattamente un anno fa, il 14 gennaio 2025, il gruppo aveva emesso due emissioni obbligazionarie subordinate ibride perpetue del valore nominale complessivo di 1,5 miliardi di euro. Acquistate da investitori istituzionali, erano state collocate sul mercato degli Eurobond con ordini per circa 5 miliardi di euro, anche in quel caso principalmente da Regno Unito, Germania, Francia e Italia.

Dell’operazione di lunedì 12 gennaio si è occupato un sindacato di banche composto da Banca Akros, Bbv, BofA Securities, Citi, Deutsche Bank, Goldman Sachs International, Imi - Intesa Sanpaolo, Ing, Mediobanca, Mizuho, Mufg, Natixis, Société Générale e UniCredit che hanno agito come joint lead managers. (riproduzione riservata)