Eni, l’acquisizione di Acea Energia da parte di Plenitude arriva al closing
Eni, l’acquisizione di Acea Energia da parte di Plenitude arriva al closing
Dopo Pasqua, e comunque entro la prima metà di aprile, è previsto il perfezionamento dell’operazione da 580 milioni di euro. Le condizioni dell’Antitrust, che ha dato il via libera imponendo alcuni paletti, e tutti i dettagli dell’accordo  

di Angela Zoppo 30/03/2026 22:00

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Si avvicina al traguardo l’acquisizione di Acea Energia da parte di Plenitude, la controllata green di Eni. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il closing che vedrà passare di mano la società attiva nel mercato retail e interamente controllata da Acea, è atteso dopo Pasqua, comunque entro il 15 aprile 2026. Sia Acea che Plenitude non commentano.

Sull’operazione da circa 580 milioni di euro è andato a posto anche l’ultimo tassello, col via libera condizionato dell’Antitrust, che ha tenuto conto delle proposte di Plenitude per attenuare l’impatto sulla concorrenza dopo lo Share Purchase Agreement siglato dalle parti il 19 febbraio 2026. 

I paletti dell’Antitrust

Tra i paletti, ci sono la rinuncia da parte di Plenitude all’acquisizione di Servizio Elettrico Roma, la società di Acea che offre il servizio di fornitura a circa 200mila clienti vulnerabili nel Mercato di Maggior Tutela, e la non discriminazione dei clienti domestici elettrici e dei piccoli clienti gas della provincia di Roma, ai quali all’atto della migrazione da Acea Energia dovrà essere garantito il medesimo trattamento della customer base di Plenitude. Sul rispetto di queste condiizioni vigilerà un Monitoring Trustee. Prevista anche la cessione di stazioni di ricarica di Plenitude on the Road a Terni, visto che nell’operazione rientra anche l’acquisto della partecipazione del 50% di Umbria Energy.

A valle del closing, i clienti di Plenitude supereranno gli 11 milioni. In base all’aggiornamento del piano, Eni prevede che la società genererà un ebitda di 1,3 miliardi di euro nel 2026 e di oltre 2,5 miliardi nel 2030.

Le condizioni finanziarie

Al perfezionamento dell’operazione, la controllata di Eni verserà ad Acea circa 460 milioni di euro, oltre al riconoscimento della cassa netta normalizzata per un ammontare complessivo che, dopo le misure dell’Antitrust, dovrebbe attestarsi sui 580 milioni di euro rispetto ai 587 milioni previsti in precedenza. La cifra è in linea con le stime delle banche d’affari, che nella valutazione dell’asset hanno incorporato un valore medio di circa 400 euro a cliente. C’è da tenere conto che il corrispettivo finale sarà soggetto ai meccanismi di aggiustamento standard per questo tipo di operazioni. L’accordo prevede anche la possibilità di una componente di prezzo aggiuntiva fino a 100 milioni di euro, che Plenitude potrà riconoscere ad Acea sulla base di alcuni obiettivi di performance, che però saranno rilevati al 30 giugno 2027.

L’operazione si chiude proprio mentre Plenitude sta per cambiare assetto e governance. Eni, infatti, ha avviato insieme agli attuali soci Ares Management Alternative Credit funds (20%) ed Eip – Energy Infrastructure Partners (10%) un riassetto della compagine azionaria della controllata che porterà al controllo congiunto fra Eni e Ares e al conseguente deconsolidamento della società dal perimetro di bilancio.

Ares sottoscriverà almeno un miliardo dell’ aumento di capitale non proporzionale da 1,5 miliardi di euro, concluso il quale Eni deterrà una quota di Plenitude vicina al 65% dall’attuale 70%. (riproduzione riservata)