Eni, il mercato promuove conti e dividendo extra: i giudizi degli analisti e dove può arrivare l’azione
Eni, il mercato promuove conti e dividendo extra: i giudizi degli analisti e dove può arrivare l’azione
Titolo in rialzo del 3,5% dopo i numeri del terzo trimestre 2026 superiori al consenso. Ma sul prezzo obiettivo le indicazioni degli analisti sono divergenti

di Angela Zoppo 23/10/2026 11:10

Ftse Mib
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Il mercato ha accolto positivamente i conti del terzo trimestre 2026 di Eni. L’utile netto adjusted raddoppiato a 2,8 miliardi, il dividendo straordinario da 0,46 euro in pagamento il 9 dicembre e il buyback aumentato del 12% a 3,8 miliardi hanno spinto il gruppo sul listino di Piazza Affari, dove alle 11 del 23 ottobre stava guadagnando il 3,8% a 27,1 euro. I giudizi sul titolo riflettono però visioni differenti da parte delle banche d’affari: c’è chi punta sulle prospettive di crescita e chi, più prudentemente, ritiene che i progressi siano già riflessi nelle quotazioni.

Di seguito ecco le raccomandazioni e le analisi uscite a caldo dopo la pubblicazione dei conti.

Banca Akros - Buy, target price 26 euro

Banca Akros conferma il giudizio buy e il target price di 26 euro. Si sottolinea la sorpresa positiva degli utili, superiori del 13% al consenso, e soprattutto il contributo della raffinazione, che ha generato 456 milioni di risultato operativo contro i 395 milioni attesi. Il gearing è sceso al 9%, meglio del 10% previsto dalla banca. Positiva anche la revisione al rialzo delle previsioni sui flussi di cassa, portate da 15 a 16,5 miliardi, e degli investimenti netti, ora inferiori a 4,5 miliardi.

Barclays - Overweight, target price 32 euro

Barclays conferma overweight e il target price di 32 euro, concentrando l’attenzione soprattutto sulle prospettive dell’esplorazione e produzione. Nei primi nove mesi Eni ha scoperto 1,23 miliardi di barili equivalenti di nuove risorse, superando il budget e contenendo i costi esplorativi. Gli analisti attribuiscono particolare importanza anche all’accordo per rilanciare il giacimento Junín 5 in Venezuela, che amplia le opportunità di crescita del gruppo. Barclays ha già incorporato nella propria valutazione i flussi di cassa della prima fase del progetto, applicando un tasso di sconto del 12,5%.

Bnp Paribas

Bnp Paribas giudica solido il trimestre, con utili superiori alle attese, flussi di cassa sostanzialmente in linea con il consenso e una crescita della produzione prevista per il 2026 portata al 6-7%. La sorpresa principale è il dividendo straordinario da 1,3 miliardi: la banca si aspettava una distribuzione inferiore a un miliardo, sulla base di ipotesi macroeconomiche più prudenti per il quarto trimestre. Gli analisti osservano inoltre che, applicando le proprie sensitività allo scenario aggiornato, avrebbero previsto flussi di cassa superiori di circa 80 milioni ai 16,5 miliardi indicati da Eni. La differenza potrebbe riflettere la revisione al ribasso delle prospettive di Plenitude e alcuni impegni del gruppo in Italia.

Citi - Neutral, target price 24 euro

Citi mantiene un’impostazione prudente sul titolo, con giudizio neutral e target price di 24 euro. Pur riconoscendo il miglioramento dei risultati operativi e la maggiore remunerazione degli azionisti, la banca ritiene che una parte significativa dei progressi sia già incorporata nelle quotazioni. Il confronto con gli altri grandi gruppi petroliferi europei lascia quindi, secondo gli analisti, un margine di rivalutazione limitato. La cautela riguarda soprattutto il rapporto tra le prospettive di crescita, la qualità del portafoglio e la valutazione raggiunta dal titolo.

Equita - Buy, target price 29 euro

Equita conferma buy e target price di 29 euro, dopo risultati operativi superiori di circa il 10% alle proprie stime. La sorpresa positiva arriva soprattutto dalla raffinazione, con 727 milioni di utile operativo proforma contro i 430 milioni previsti, e da Enilive, che ha raggiunto 410 milioni rispetto ai 345 milioni attesi. Il flusso di cassa operativo adjusted, pari a 4,29 miliardi, è rimasto in linea con le previsioni, ma investimenti inferiori alle stime hanno portato il free cash flow a 2,94 miliardi, contro i 2,7 miliardi attesi. La sim calcola per il 2026 una remunerazione complessiva degli azionisti di circa 8,5 miliardi.

Goldman Sachs

Goldman Sachs sottolinea la solidità della generazione di cassa: il free cash flow di 2,9 miliardi ha superato le aspettative, sostenuto da investimenti trimestrali contenuti a 1,3 miliardi. Il rapporto tra debito netto e patrimonio netto è sceso al 18%, dal 22% del secondo trimestre, meglio del 20% stimato dalla banca. Sul fronte della remunerazione, Goldman Sachs prevedeva un buyback di 4 miliardi e un dividendo straordinario di circa 600 milioni. Eni ha invece annunciato riacquisti per 3,8 miliardi e una cedola aggiuntiva da 1,3 miliardi. La banca evidenzia inoltre l’aumento delle previsioni di cassa per il 2026 a 16,5 miliardi, in uno scenario di prezzi energetici rivisto al rialzo.

Kepler Cheuvreux - Hold, target price 24,50 euro

Kepler Cheuvreux conferma hold e target price di 24,50 euro, apprezzando soprattutto il rafforzamento della remunerazione degli azionisti. Tra l’aumento del buyback e il dividendo straordinario, Eni distribuirà 1,7 miliardi in più rispetto a quanto annunciato in precedenza. Più prudente la lettura della guidance sui flussi di cassa, salita da 15 a 16,5 miliardi: secondo Kepler, l’incremento è legato soprattutto alla revisione dello scenario energetico, più che a un nuovo miglioramento operativo sottostante. La banca segnala inoltre il contributo delle operazioni di portafoglio alla riduzione dell’indebitamento, con un gearing sceso al 9%.

Morgan Stanley - Equal-weight, target price 23,80 euro

Morgan Stanley conferma equal-weight e target price di 23,80 euro. La banca evidenzia il rafforzamento patrimoniale, con un debito netto di 6,7 miliardi, inferiore del 28% alle attese del consenso. Il dividendo straordinario da 1,3 miliardi supera inoltre gli 1,1 miliardi previsti dagli analisti. Morgan Stanley invita però a considerare il peso della fiscalità sulla sorpresa positiva degli utili: l’aliquota adjusted è scesa al 32%, dal 37% del secondo trimestre, contribuendo in misura rilevante al risultato. Applicando un’aliquota normalizzata, il superamento del consenso sull’utile netto sarebbe stato di circa il 4%, anziché del 12%.

Ubs - Buy, target price 30 euro

Ubs conferma Buy e target price di 30 euro, apprezzando soprattutto il miglioramento delle prospettive industriali. La crescita della produzione prevista per il 2026 sale dal 5% al 6-7%, mentre le guidance per il gas e per Enilive migliorano entrambe di circa 100 milioni. L’utile netto adjusted ha superato del 16% le stime della banca, soprattutto grazie a un’aliquota fiscale inferiore alle attese. Più contrastato il quadro dei singoli business: la raffinazione ha battuto del 40% il consenso, mentre la chimica ha registrato perdite superiori alle previsioni. Ubs evidenzia infine la riduzione del 41% dell’indebitamento netto prima dei leasing rispetto a giugno, favorita dal deconsolidamento di Plenitude. (riproduzione riservata)