Gli investimenti per il rilancio di Versalis, la controllata della chimica di Eni, hanno superato i 2 miliardi di euro previsti inizialmente. Annunciato nell’ottobre 2024, il piano è in piena attuazione e il 30 luglio la capogruppo ha presentato l’aggiornamento al ministero delle Imprese e Made in Italy, dove il piano stesso era stato sancito dall’accordo del 10 marzo 2025 con la firma del ministro Adolfo Urso.
Con gli investimenti saliti a 2,5 miliardi, Eni ha ribadito le motivazioni della crisi strutturale e irreversibile della chimica di base europea che rende indispensabile il passaggio a una chimica di specialità e innovazione, e ha illustrato lo stato di avanzamento del piano di trasformazione previsto nel Protocollo che coinvolge i siti industriali di Eni Versalis in Puglia e Sicilia.
«L’incremento degli investimenti rappresenta un segnale concreto della volontà di Eni di rafforzare il percorso di riconversione industriale e di dare piena attuazione agli impegni assunti», ha detto il sottosegretario al Mimit, Fausta Bergamotto, sottolineando che il confronto con l’azienda «proseguirà con un monitoraggio costante dello stato di avanzamento degli interventi, affinché siano rispettati tempi, investimenti e impegni occupazionali».
Come da cronoprogramma, a Brindisi è stato avviato il cantiere per la costruzione della Gigafactory, e si prevede che possa essere completata già a metà 2027. Sempre a Brindisi è stato illustrato lo stato di avanzamento dell’attività dell’advisor Jp Morgan, incaricato della vendita degli altri impianti, che ha visto lo scouting con 30 potenziali acquirenti. Sono in corso gli approfondimenti necessari con chi ha presentato una manifestazione di interesse per un progetto industriale di lungo termine. Si tratterebbe di un unico candidato rimasto, e a fine settembre si capirà se presenterà un’offerta non vincolante.
A Priolo già da febbraio 2026 sono state avviate le demolizioni degli impianti dismessi ed è attivo il cantiere di prefabbricazione della bioraffineria, il cui completamento meccanico è previsto entro la fine 2028, mentre l’impianto Hoop è previsto in una fase temporale lievemente successiva, per evitare sovrapposizione nelle attività dei cantieri.
A Ragusa, è operativo il centro di eccellenza ed è stato attivato l’hub per lo sviluppo delle start up. Sono stati avviati gli incontri propedeutici alla costituzione di una filiera agricola per l’alimentazione dell’Agri Hub al servizio delle bioraffinerie siciliane ed è confermato entro il 2028 l’avvio del Centro sperimentale per il riciclo meccanico delle plastiche.
Rilevante per il gruppo guidato da Claudio Descalzi è il fatto che alle attività del Protocollo, che assicurano il mantenimento dell’occupazione e l’attenzione per l’indotto dei territori attraverso un percorso strutturato di dialogo «si aggiungono gli ingenti investimenti di Eni in Italia nella trasformazione industriale e la crescita delle nuove attività, tra cui la bioraffineria di Livorno in fase di completamento, l’espansione di quella di Porto Marghera e la nuova bioraffineria in corso di realizzazione a Sannazzaro, che diventerà il primo esempio di assetto ibrido di raffineria tradizionale e bio per soddisfare tutte le esigenze del mercato del Nord Ovest». (riproduzione riservata)