Eni si rafforza nel trading di energia sui mercati globali: parte la joint venture paritetica con Mercuria, il gruppo svizzero che è oggi è uno dei maggiori player indipendenti al mondo nel settore dell’energia e delle commodity. L’obiettivo è valorizzare i flussi fisici di petrolio, gas e altre commodity energetiche, mantenendo l’attività in una struttura separata (e deconsolidata) dal gruppo
La joint venture Eni e Mercuria, opererà in modo indipendente attraverso una holding a cui faranno capo hub di trading internazionali. Le attività includeranno, tra l’altro, la commercializzazione e il trading di greggio, biocarburanti, gas, gas naturale liquefatto, nonché la gestione delle relative infrastrutture e diritti logistici.
«La valenza strategica di questa joint venture si fonda sull’espansione della nostra presenza nel trading, sul miglioramento della redditività per entrambi i partner e sulla creazione di valore nel lungo periodo, grazie a efficienza operativa e a una solida gestione del rischio», ha spiegato Stefano Pujatti, direttore Global Trading di Eni.
Per Marco Dunand, amministratore delegato di Mercuria, «questa partnership unisce due organizzazioni altamente complementari con una visione condivisa a lungo termine per i mercati energetici. Integrando i flussi energetici fisici con capacità di trading di livello mondiale, logistica e gestione del rischio, creeremo una piattaforma più agile ed efficiente che massimizzerà il valore lungo tutta la catena di approvvigionamento. Insieme, saremo meglio posizionati per servire i clienti, ottimizzare gli asset e navigare in mercati energetici globali sempre più dinamici».
Entrambe le società ritengono che l’operazione genererà significative opportunità di crescita, consentendo di valorizzare sinergie e sviluppare iniziative congiunte, facendo leva sui rispettivi portafogli di asset e sulle competenze di trading per costruire un operatore globale di riferimento.
Valutazioni analoghe sono in corso per valorizzare il business del gnl.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di evoluzione del portafoglio e del modello di trading di Eni, con l’obiettivo di rafforzare la gestione degli asset, accelerare la generazione di cassa e massimizzare i risultati economici lungo l’intera catena del valore, anche attraverso il rafforzamento delle competenze grazie alla partnership con un player globale di primo piano come Mercuria.
La visione condivisa del trading, spiegano dal gruppo italiano, «va oltre la semplice crescita dimensionale e punta a rafforzare il posizionamento sui mercati, evolvendo verso un modello più flessibile e reattivo, con una prospettiva globale e un approccio più dinamico. L’obiettivo è massimizzare i contributi lungo tutta la filiera integrata di commercializzazione, combinando i punti di forza delle due organizzazioni e integrando l’ottimizzazione del portafoglio di asset fisici con capacità e competenze avanzate di trading».
Il perfezionamento dell’operazione resta soggetto alle consuete autorizzazioni regolatorie e ad altre condizioni sospensive.
L’operazione segna il ritorno di Eni nel trading internazionale delle commodity energetiche, un’attività che il gruppo aveva ridimensionato fortemente nel 2019 pur mantenendo una sua società, con sedi a Londra, Houston e Singapore. Già nei mesi scorsi, l’ad Claudio Descalzi aveva spiegato che la società stava valutando una partnership con un operatore specializzato per rientrare in un business tornato particolarmente redditizio negli ultimi anni, grazie all’elevata volatilità dei mercati energetici. Il manager aveva sottolineato che il trading non rientra tra le competenze storiche del gruppo e che, proprio per questo, la scelta era quella di affiancarsi a un partner con un know-how consolidato, anziché ricostruire internamente una piattaforma dedicata. (riproduzione riservata)