Acquisti sui titoli energetici per cavalcare il boom del petrolio e un (relativo) disimpegno dal settore tecnologico, ma nessuna fuga dettata dal panico. A marzo 2026 gli investitori italiani non hanno abbandonato i mercati azionari, al massimo hanno aggiustato il tiro. Ad esempio mettendo in portafoglio le azioni di Eni, uno dei titoli che hanno beneficiato di più del rally del greggio. È lo spaccato che emerge da una ricerca di Degiro, broker online con oltre 135 mila clienti e 1,2 miliardi di euro in gestione in Italia.
I dati di Degiro rilevano deflussi moderati nelle settimane successive all’inizio delle ostilità in Medio Oriente il 28 febbraio. Il patrimonio dei clienti italiani a marzo è diminuito del 5,1%, a fronte di un parallelo aumento della liquidità. Il calo risulta tutto sommato limitato, considerando che per i principali listini globali è stato un mese da dimenticare: l’Euro Stoxx 600 ha lasciato sul terreno l’8% e questo risultato fa di marzo 2026 il mese peggiore da giugno 2022.
«Non è stato un mese per i deboli di cuore sui mercati azionari», conferma Federico Garavaglia, country head Italy di Degiro. «Gli investitori italiani hanno però mantenuto una relativa calma. Sebbene si sia registrato un calo degli asset investiti, la diminuzione è di natura tecnica e deriva dal ribasso dei livelli di mercato. Nel complesso si può dire che, sebbene la guerra in Iran non abbia lasciato del tutto indenni i portafogli, la stragrande maggioranza degli investitori ha mantenuto le posizioni».
Ma su quali titoli hanno puntato gli italiani in questa fase di turbolenze? I dati di Degiro mostrano l’ascesa di Eni. Il colosso guidato da Claudio Descalzi, che negli ultimi 30 giorni è cresciuto di oltre il 10%, è al 12 esimo posto tra le azioni preferite dagli investitori sulla piattaforma, ma a marzo ha visto i volumi fare un balzo di quasi il 23%. In generale i titoli del settore petrolifero e del gas hanno tratto vantaggio dall’impennata dei prezzi delle materie prime, con il greggio che in un mese è salito di oltre il 60%: il patrimonio investito in questo segmento è aumentato del 12% a marzo.
Se Eni avanza, Ferrari arretra. L’interesse degli investitori italiani per il Cavallino sembra raffreddarsi, complici il momento non facile per il lusso e l’andamento di Ferrari (-20% in un anno): a marzo gli asset investiti sul titolo sono diminuiti del 18,6%. Al contrario cresce la propensione a puntare sul fornitore di soluzioni di pagamento Nexi e su Tim, con volumi investiti in aumento rispettivamente del 20% e del 29%. In ogni caso l’azione preferita dagli italiani - tra quelle di casa - rimane Intesa Sanpaolo, decima nel ranking di Degiro.
Tuttavia, il vertice della classifica continua a essere dominato dai titoli tecnologici (a partire dai big statunitensi) che intercettano il 32,8% degli asset, anche se alcune azioni registrano un calo significativo. Tra queste Tesla (-11,5% a marzo) e Alphabet (-9,9%). (riproduzione riservata)