Eni e Blackrock hanno completato l’installazione della piattaforma offshore Douglas Ccs nella baia di Liverpool, la prima al mondo per la cattura e stoccaggio della Co2. A fare l’annuncio, l’8 ottobre, è stata Eni Ccus holding, società controllata congiuntamente dal gruppo energetico italiano e dal fondo Gip (Global Infrastructure Partners, in capo a Blackrock), che detiene una quota del 49,99%. La sussidiaria Liverpool Bay Ccs ha ultimato l’installazione della nuova piattaforma «segnando un importante passo avanti nella realizzazione del progetto per il trasporto e lo stoccaggio di Co2, che rappresenta l’infrastruttura portante del cluster di decarbonizzazione industriale HyNet nel Regno Unito».
Douglas Ccs è stata progettata appositamente per le attività di cattura e stoccaggio della Co2 e ideata per operare come hub offshore per Liverpool Bay Ccs. Convoglierà il carbonio catturato dagli impianti industriali del nord-ovest dell’Inghilterra e del Galles del nord, per poi distribuirlo, attraverso una rete di condotte offshore già esistenti che saranno riconvertite al trasporto della Co2, nei giacimenti di gas naturale esauriti per il successivo stoccaggio permanente.
La piattaforma, spiegano da Eni Ccus, è stata completata in meno di 18 mesi dall'assegnazione del contratto grazie a un programma accelerato che ha integrato attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione emessa in servizio. «La combinazione di infrastrutture di nuova realizzazione e riconvertite rappresenta una caratteristica distintiva di Liverpool Bay Ccs, consentendo al progetto di fare leva in modo efficiente sugli asset offshore esistenti, oltre all'ampia conoscenza dei giacimenti depletati».
L’installazione della piattaforma rientra nel programma di costruzione delle infrastrutture nella baia di Liverpool, che ha raggiunto circa il 50% del completamento. Eni Ccus ha già ottenuto una linea di credito da mezzo miliardo di sterline per la newco con Gip.
Il 60% circa del valore complessivo dell'investimento del progetto è destinato alla filiera industriale del Regno Unito, con una previsione di oltre 2mila posti di lavoro durante la fase di costruzione e tra 200 e 300 occupazioni stabili durante gli oltre 25 anni di operatività. Eni sta portando avanti un progetto gemello con Snam a Ravenna, che ha ricevuto l’ok del governo anche per la rete di trasporto della Co2. (riproduzione riservata)