Disco verde dell’amministrazione Trump a Eni e altre grandi compagnie petrolifere internazionali per la piena operatività in Venezuela. L’Ofac (Office of Foreign Assets Control) del Dipartimento del Tesoro statunitense, infatti, ha liberato le licenze che erano state sospese a marzo 2025, nel pieno dell’embargo contro il governo Maduro. Oltre al gruppo italiano, il via libera alle transazioni sul greggio e gas venezuelani riguardano altre tre europee, Bp, Repsol e Shell, che si aggiungono all’americana Chevron.
Le autorizzazioni prevedono che i pagamenti delle royalty transitino attraverso il Fondo di deposito dei governi stranieri (Foreign Government Deposit Fund), controllato dagli Stati Uniti.
In aggiunta, le autorità statunitensi hanno autorizzato una seconda licenza, che consente alle società di stipulare contratti con Pdvsa, la compagnia petrolifera statale venezuelana, per nuovi investimenti in petrolio e gas, sempre sotto la supervisione statunitense.
Restano vietate le transazioni con società in Russia, Iran, Cina, Corea del Nord, Cuba, direttamente o attraverso società possedute o controllate da entità ricollegabili a quei Paesi. (riproduzione riservate)