I super computer di Eni primi al mondo per potenza di calcolo
I super computer di Eni primi al mondo per potenza di calcolo
Raggiunto il record di un miliardo di miliardi di operazioni matematiche complesse al secondo. Il ceo Descalzi: abbiamo un vantaggio competitivo nello sviluppo delle nuove soluzioni energetiche

di Angela Zoppo 23/06/2026 15:00

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Eni è la prima azienda al mondo per potenza di calcolo nella nuova classifica mondiale Top500. Il primato è stato raggiunto combinando i super computer Hpc6 e il nuovo Hpc7 collocati del Green Data Center del gruppo, e portando la capacità computazionale di Eni oltre la soglia dell’Exaflop. Significa che, insieme, i due sistemi sono in grado di effettuare oltre un miliardo di miliardi di operazioni matematiche complesse al secondo, superando la cosiddetta classe Exascale, ovvero la più avanzata frontiera tecnologica nel mondo del supercalcolo.

L’avvio di Hpc7 viene considerato da Eni «una tappa fondamentale nella strategia di valorizzazione delle fonti energetiche e decarbonizzazione, un modello in cui la tecnologia è un elemento centrale di innovazione, capace di guidare la crescita, l'efficienza e la competitività sia nei business tradizionali sia in quelli di transizione».


L’impiego va dalla comprensione del sottosuolo all’ottimizzazione degli impianti industriali, fino al miglioramento dell’accuratezza degli studi geologici e fluidodinamici per lo stoccaggio della Co2 (settore nel quale Eni è molto avanti in Uk) e nello sviluppo di tecnologie energetiche avanzate.


Il supercalcolo può anche supportare l’efficienza delle filiere emergenti, come quella dei biocarburanti, e simulare fenomeni complessi, come il comportamento del plasma nella fusione a confinamento magnetico, che Eni sta sviluppando attraverso Cfi (Commonwealth Fusion System) in collaborazione col Mit di Boston grazie a investimenti per 3 miliardi di dollari.


«La transizione verso un’energia da fonti tradizionali e rinnovabili sempre più sicura, accessibile e pulita non può prescindere da una profonda evoluzione tecnologica», è il commento dell’ad Claudio Descalzi, «Questo solido ecosistema digitale non solo accelera il nostro percorso verso Net Zero, ma consolida il nostro posizionamento strategico e il nostro vantaggio competitivo sul mercato». (riproduzione riservata)