Eni completa la cessione del 10% del più grande giacimento offshore della Costa d’Avorio
Eni completa la cessione del 10% del più grande giacimento offshore della Costa d’Avorio
Una quota di minoranza nel progetto Baleine va alla società azera Socar, il gruppo italiano mantiene la quota maggioritaria. Ecco quanto salirà la produzione di petrolio e gas

di Angela Zoppo 16/09/2026 14:30

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Eni fa spazio a un nuovo partner in Baleine, il principale progetto offshore della Costa d’Avorio. Il gruppo italiano ha annunciato il 16 settembre il perfezionamento della cessione a Socar, la compagnia energetica dell’Azerbaigian, di una partecipazione del 10%, facendo seguito agli accordi di gennaio 2026. Il nuovo azionariato di Baleine, vede ora Eni (37,25%), Vitol (30%), Petroci (22,75%) e Socar (10%).

L'operazione è in linea con la strategia di Eni cosiddetta dual exploration model (che le è valso un aumento del target price da parte di Berenberg) che consente di anticipare la valorizzazione delle scoperte esplorative con riserve certe vedendo quote di minoranza.

I numeri di Baleine tra petrolio e gas


Eni è presente in Costa d’Avorio dal 2015. Baleine è il primo progetto nel Paese africano e anche il primo a zero emissioni nette in Africa. Il giacimento giant è stato individuato nel 2021, a 20 anni dall'ultima scoperta commerciale nel Paese; la produzione è iniziata in tempi record, nel 2023. Attualmente, tra fase 1 e 2, Baleine produce oltre 57mila barili di petrolio e più di 78 milioni di piedi cubi di gas al giorno. Con l’avvio della Fase 3, la produzione è destinata ad aumentare fino a 150mila barili di petrolio e ben 200 milioni di piedi cubi di gas al giorno. In aggiunta, le scoperte di Calao e Calao South (Eni operatore con quota del 90%), seconde per dimensioni solo a Baleine, confermano il potenziale elevato del bacino, destinato in gran parte a soddisfare la domanda interna, (riproduzione riservata)