Con l’assegnazione delle deleghe da parte del nuovo consiglio di amministrazione di Eni, il 7 maggio è partito ufficialmente il quinto mandato da ceo di Claudio Descalzi, alla guida del gruppo dal 2014. Il cda si è riunito all’indomani dell’assemblea degli azionisti, che ha eletto alla presidenza Giuseppina Di Foggia, ex ad e dg di Terna e alzato il buyback fino a un massimo di 4 miliardi.
A Di Foggia sono state attribuite le funzioni consuete della carica di presidente, legate soprattutto alla supervisione dell’Internal Audit, in coordinamento con l’amministratore delegato.
L’avvio del nuovo mandato coincide con la partenza del programma di buyback. Nei prossimi giorni sarà avviata la prima tranche, che riguarderà fino a un massimo di 5,1 milioni di azioni Eni (circa lo 0,2% del capitale sociale) con la finalità di costituire la provvista azionaria a servizio del Piano di Incentivazione di Lungo Termine 2026-2028.
Il 24 aprile 2026 in occasione della presentazione dei risultati del primo trimestre, Eni aveva quasi raddoppiato il controvalore del programma di buyback 2026, da realizzarsi entro aprile 2027, portandolo a 2,8 miliardi di euro (+90%). Ma l’assemblea degli azionisti ha approvato un incremento fino a un massimo di 4 miliardi di euro, legato all’andamento del flusso di cassa operativo.
Tornando alla governance, il nuovo cda vede il ritorno di Emma Marcegaglia (candidata dalla lista Minozzi, in rappresentanza del 3,2% del capitale), già presidente del gruppo dal 2014 al 2020, ora nominata componente del Comitato nomine e remunerazioni insieme a Stefano Cappiello e Matteo Petrella, sotto la presidenza di Cristina Sgubin.
Costituiti anche i comitati Controllo e Rischi, Nomine e Remunerazioni, Sostenibilità e Scenari.
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