Eni cresce nel settore delle batterie al litio, al via i lavori per la gigafactory di Brindisi
Eni cresce nel settore delle batterie al litio, al via i lavori per la gigafactory di Brindisi
La posa della prima pietra nel sito ex Versalis dove verrà creato un polo italiano ed europeo dei sistemi Bess per le rinnovabili insieme a Seri Industrial. L’obiettivo è arrivare a una quota di mercato di oltre il 10%

di Angela Zoppo 06/07/2026 13:23

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Eni avvia la costruzione della gigafactory di Brindisi dove produrrà batterie stazionarie per le energie rinnovabili attraverso Eni Storage Systems, la joint venture tra Eni Industrial Evolution e Fib, (gruppo Seri Industrial). Entra così nel vivo la trasformazione del sito Versalis in un polo italiano ed europeo integrato per la produzione di batterie Lfp al litio-ferro-fosfato, destinate prevalentemente ai sistemi di accumulo Bess, che supportano la diffusione delle energie rinnovabili e la stabilità delle reti elettriche. La posa della prima pietra è avvenuta il 6 luglio, alla presenza del ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso.

l sistemi, ricordano da Eni, «accumulano l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili nei momenti di eccesso di produzione e la rilasciano quando è necessario, e sono quindi fondamentali per gestire l'intermittenza delle fonti rinnovabili». Il mercato è promettente: la domanda europea è stimata in crescita di circa 4 volte da 36 Gigavattora nel 2025 a circa 138 Gwh al 2030. Anche in Italia i numeri sono in forte rialzo.

Gli obiettivi di Eni e Seri Industrial

Il piano di sviluppo prevede di assemblare anche i moduli provenienti dalla gigafactory Seri Industrial di Teverola (Caserta). Nella seconda fase, a completamento del progetto, a Brindisi saranno svolte anche le attività di produzione di materia attiva catodica e di riciclo delle batterie per entrambe le gigafactory. La capacità complessiva prevista è di 16 Gwh/anno entro il 2030 (di cui metà a Brindisi e metà nello stabilimento a Teverola), una quota pari a oltre il 10% del mercato europeo degli accumuli stazionari Bess.

L’operazione è coerente con l’ingresso di Eni nella canadese Nouveau Monde Graphite, che potrà assicurare rifornimenti di materie prime per la gigafactory. «Avviamo oggi a Brindisi un’iniziativa industriale che rappresenta l’ingresso di Eni in un business completamente nuovo e ad alto potenziale di crescita», è il commento di Giuseppe Ricci, direttore operativo Trasformazione Industriale di Eni. Un progetto che punta a supportare la transizione, creando valore industriale e tecnologico, in un settore chiave per il percorso di decarbonizzazione, perché integra lo sviluppo delle energie rinnovabili con la resilienza del sistema energetico».

Nei piani di Eni e Fib l’investimento «darà vita a una filiera locale innovativa, in grado di generare occupazione e autonomia strategica rispetto ai mercati extra-Ue, di ridurre le emissioni senza perdere competitività e  si completa con il contestuale ingresso di Eni in Faenix, la società del gruppo Seri Industrial che commercializzerà i sistemi di accumulo prodotti a Teverola e a Brindisi».

Per Vittorio Civitillo, ad di Seri Industrial e di Faenix, «le fasi di profonda trasformazione richiedono coraggio, visione e capacità di riconoscere quando alcuni modelli industriali non sono più sostenibili. E se la risposta è un investimento in una attività innovativa, competitiva e centrale nella transizione energetica mondiale, noi siamo fieri di farne parte. Quando il cambiamento è guidato da una solida visione industriale, da responsabilità sociale e dalla consapevolezza che occorre fare sistema nel nostro Paese, allora siamo certi che questa iniziativa sarà una straordinaria opportunità di sviluppo per Brindisi e l’Italia». (riproduzione riservata)