Eni avanza in Venezuela: gestirà in esclusiva il giacimento super giant Junin-5
Eni avanza in Venezuela: gestirà in esclusiva il giacimento super giant Junin-5
Contratto strategico a Caracas per il gruppo guidato da Claudio Descalzi, presente nel Paese da quasi 30 anni. Ecco i piani e quanto investirà per aumentare la produzione fino a oltre un milione di barili al giorno

di Angela Zoppo 02/09/2026 18:30

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Accordo strategico per Eni in Venezuela. Il gruppo guidato dal ceo Claudio Descalzi avrà per 25 anni la gestione esclusiva del giacimento onshore super giant di petrolio Junin-5, che prima condivideva con il gruppo energetico nazionale Pdvsa. Junin-5 ha riserve valutate in ben 35 miliardi di barili, ma attualmente è fermo a una produzione di appena 12 mila che questa nuova fase potrà far balzare a 400 mila barili al giorno entro il 2030, con investimenti per 1,5 miliardi di dollari l’anno. Secondo stime di mercato, il rilancio delle attività venezuelane potrebbe portare la produzione complessiva di Eni nel Paese oltre il milione di barili al giorno.

La firma del contratto con Pdvsa è avvenuta il 2 settembre a Caracas, alla presenza della presidente incaricata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodriguez, nell’ambito della visita nel Paese del segretario all’Energia americano Chris Wright. Eni avrà la responsabilità della gestione tecnica, finanziaria e commerciale del campo, situato nella Faja dell’Orinoco.

 La firma dell’accordo corona il percorso avviato con la sottoscrizione dell’Head of Terms del 28 aprile 2026 allo scopo di rilanciare la produzione petrolifera attraverso l’evoluzione del modello operativo della empresa mixta Petrojunín, che vedeva Eni al 40% e Pdvsa al 60%, nel nuovo regime contrattuale Cpph (Contrato de Participación Productiva de Hidrocarburos) introdotto dalla Legge Organica degli Idrocarburi, approvata a gennaio dall’Assemblea venezuelana. Il Cpph dura 25 anni con la possibilità di estensione.

Il ceo Descalzi: l’accordo premia la presenza costante di Eni in Venezuela

Descalzi considera l’accordo «un nuovo pilastro per il rilancio del settore oil&gas nel Paese, che avviene proprio in una fase storica in cui la sicurezza energetica, basata su abbondanza di risorse e diversificazione delle vie di approvvigionamento, risulta vitale per l’equilibrio mondiale. Il Venezuela può così imboccare un percorso di sviluppo energetico e crescita economica che potrà portare grande beneficio alla popolazione locale e alla disponibilità energetica globale».

Ma ritiene anche che l’assegnazione esclusiva di un’area importante come Junin-5 sia «il riconoscimento della nostra capacità di realizzare in modo rapido ed efficiente progetti complessi, e valorizza la nostra presenza storica nel Paese, che non abbiamo mai abbandonato continuando a fornire energia alla popolazione locale anche nei momenti più difficili».

Perla, l’altro gigante (a gas) di Eni

Eni è presente in Venezuela dal 1998. Nel Paese sviluppa anche progetti di gas naturale. Il più rilevante, gestito attraverso la società Cardon IV, partecipata pariteticamente con Repsol (50%), riguarda il giacimento Perla, il più grande campo di gas offshore scoperto in America Latina che copre circa il 35% del totale del gas consumato nel Paese. Recentemente Cardón IV ha firmato il Sustainability Agreement che prevede di continuare in maniera sostenibile e rilanciare la produzione di Perla, aumentando i volumi destinati al mercato interno e definendo le condizioni per le esportazioni future aggiuntive di gas.

Eni detiene anche una partecipazione nella società mista PetroSucre (Pdvsa 74%, Eni 26%) che opera il campo a olio offshore di Corocoro e una partecipazione in Supermetanol, società petrolchimica attiva nella produzione di metanolo.

Il portafoglio asset nel Paese comprende sei licenze minerarie, situate offshore nel Golfo del Venezuela e nel Golfo di Paria, e onshore nella regione dell’Orinoco. Nel 2025 la quota di produzione di idrocarburi di Eni è stata pari a 64 mila barili equivalenti al giorno, proveniente in larga parte proprio da Perla. (riproduzione riservata)