Ingresso nell’upstream dell’Argentina e più gas in Libia per Eni, protagonista di una doppietta sul mercato lunedì 29 giugno. Il gruppo guidato dal ceo Claudio Descalzi ha firmato l’accordo per l’acquisizione di una partecipazione del 32% in tre blocchi upstream (Meseta Buena Esperanza, Aguada Villanueva e Las Tacanas), che fanno parte del bacino non convenzionale di Vaca Muerta, in Argentina.
A seguito del perfezionamento dell’operazione,soggetta all’approvazione delle autorità competenti, la partecipazione nei tre blocchi upstream sarà detenuta dal gruppo argentino Ypf con il 36%, Eni e Xrg ciascuno con il 32%.
I tre blocchi faranno parte dello sviluppo integrato Argentina Lng, il progetto upstream-midstream che sfrutterà le risorse di gas di Vaca Muerta, uno dei maggiori giacimenti del Paese, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’Argentina come fornitore globale di gas naturale liquefatto nel lungo termine. Le risorse di questi asset contribuiranno ad alimentare 12 milioni di tonnellate all’anno di capacità di gnl, attraverso due unità galleggianti gemelle.
Per Guido Brusco, direttore generale Global Natural Resources di Eni, «I’ingresso nel bacino non convenzionale di Vaca Muerta assieme a Ypf e Xrg rafforza la capacità di Eni di sviluppare risorse di gas su scala mondiale e di convertirle in gnl competitivo destinato ai mercati internazionali. Vaca Muerta è uno dei bacini non convenzionali più ricchi risorse al mondo: la nostra partecipazione ci posiziona lungo l’intera filiera, dall’upstream argentino fino alla fornitura di gnl ai clienti internazionali, creando valore e contribuendo alla sicurezza energetica mondiale».
Nello stesso giorno dell’accordo firmato in Argentina, Eni ha annunciato in Libia, in partnership con la compagnia nazionale Noc (National Oil Corporation) attraverso la joint venture Mellitah Oil & Gas, l’avvio della produzione addizionale di idrocarburi resa possibile dal progetto Sabratha Compression, uno sviluppo offshore strategico progettato per sostenere e incrementare la produzione di gas del giacimento Bahr Essalam, situato a circa 100 chilometri dalla costa libica.
Il Progetto Sabratha Compression prevede l’installazione di un nuovo modulo di compressione da 1.600 tonnellate sulla piattaforma Sabratha.
Il nuovo modulo consente di mantenere la produzione anche in condizioni di bassa pressione, compensando il naturale declino del giacimento di Bahr Essalam e massimizzando il recupero delle risorse. Questo permetterà di incrementare la produzione di circa 800 milioni di metri cubi di gas all’anno, oltre ai relativi condensati. I volumi aggiuntivi contribuiranno al sostegno della produzione nazionale di energia elettrica, al rafforzamento della sicurezza energetica della Libia e alle esportazioni verso l’Italia attraverso il gasdotto GreenStream.
In fase di esecuzione ci sono altri due progetti strategici nel Paese per Eni (che intanto a febbraio 2026 si è aggiudicata delle nuove licenze): il Bouri Gas Utilization Project, per il quale sono in corso le attività di collegamento e messa in servizio a seguito della recente installazione del Bouri Gas Recovery Module, e il progetto Structures A&E, finalizzato allo sviluppo di due giacimenti offshore di gas.
Eni è presente in Libia dal 1959 ed è il principale operatore internazionale nel Paese, con una produzione equity pari a circa 162mila barili di olio equivalente al giorno nel 2025 e tre progetti di sviluppo attualmente in esecuzione, per un investimento complessivo di circa 10 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)