Eni rilancerà la produzione di petrolio del Venezuela, L’ad Claudio Descalzi ha incontrato il 28 aprile a Caracas la presidente incaricata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodrigues, insieme al ministro degli Idrocarburi, Paula Henao, e all’ad della società energetica di Stato Pdvsa, Héctor Obregón. Descalzi ha aggiornato Rodrigues sulle attività e le prospettive di Eni nel Paese, ma soprattutto ha firmato un accordo programmatico per rilanciare la produzione petrolifera, in particolare nel giacimento di Junin-5 (Pdvsa60%, Eni 40%), ubicato nella Faja dell’Orinoco, un campo a olio pesante che contiene 35 miliardi di barili in posto certificati.
L’obiettivo del Venezuela è aumentare la produzione, e di conseguenza le esportazioni, di petrolio greggio a 1,06 milioni di barili al giorno.
Resta, con ipotesi di crescita, anche l’impegno nello sviluppo di progetti di gas naturale, in particolare nel giacimento di Perla, operato dal gruppo italiano attraverso la società Cardon IV, partecipata pariteticamente con Repsol. Si tratta del più grande campo di gas offshore scoperto in America Latina.
Eni detiene anche una partecipazione nella società mista PetroSucre (Pdvsa 74%, Eni 26%) che opera il campo a olio offshore di Corocoro e una quota del 49% in Supermetanol (Pequiven, 49%, Eni 49%, Intesa San Paolo 0,9%), società petrolchimica attiva nella produzione di metanolo.
Nel 2025, la quota di produzione di idrocarburi del gruppo nel Paese è stata pari a 64 mila barili equivalenti/giorno, principalmente provenienti dal giacimento di gas Perla, che rappresenta circa il 35% del totale del gas consumato nel Paese.
Sia Repsol che Eni stanno già cercando di aumentare la produzione nel giacimento di gas Cardon IV, per portarla da 580 a 645 milioni di piedi cubi al giorno, e si parla di accordi per avere il via libera all’export.
Intanto, entrambe le società stanno trattando anche sul recupero dei crediti vantati verso Pdvsa. La situazione riportata nella relazione finanziaria 2025 di Eni è la seguente: «alla data di bilancio, l'esposizione nominale creditoria di Eni verso Pdvsa al netto degli interessi maturati ammonta a circa 2,3 miliardi di dollari nominali, esposti in bilancio al valore recuperabile di circa 1 miliardo stimato da parte del management, sulla base dei tempi di dilazione dei rimborsi considerando il mutato scenario geopolitico, meno incerto rispetto al passato». Calcolando anche le altre voci, la cifra complessiva salirebbe a circa 3 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)