Donald Trump sospende le nuove sanzioni contro la Russia e i dazi fino al 100% previsti per i cinque principali Paesi acquirenti di petrolio e gas russo. Con un ordine esecutivo, il presidente americano ha bloccato l’applicazione di una parte delle misure contenute nel Lindsey Graham Act, la legge approvata a settembre 2026 per aumentare la pressione economica su Mosca. Una decisione che arriva a poco più di due settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre e che risponde anche alla necessità di contenere i prezzi del diesel negli Stati Uniti.
La legge, promulgata il 18 settembre, aveva ampliato le restrizioni contro Mosca, prevedendo anche misure contro funzionari, banche e settore energetico russo, comprese le navi coinvolte nel commercio di gas naturale liquefatto.
Trump ha utilizzato una clausola di deroga prevista dalla stessa normativa, motivando la scelta con l’interesse nazionale americano. L’esenzione riguarda i dazi sulle merci russe e le nuove sanzioni contro persone ed entità interessate dalla legge. Restano invece in vigore tutte le restrizioni già imposte dagli Stati Uniti attraverso precedenti provvedimenti.
Washington continuerà a monitorare gli acquisti di petrolio russo e i tentativi di aggiramento delle sanzioni, riservandosi la possibilità di revocare le deroghe.
La scelta della Casa Bianca arriva mentre l’amministrazione americana cerca di frenare il costo dei carburanti in vista delle elezioni di novembre. L’entrata in vigore delle nuove restrizioni avrebbe potuto complicare gli sforzi per ridurre i prezzi del diesel (nulli, invece, gli effetti in Italia e nel resto dell’Unione Europea), mentre a Washington crescono le critiche, anche tra i repubblicani, per il rischio di garantire nuove entrate alla Russia proprio mentre prosegue la guerra in Ucraina.
A dare la misura degli interessi economici in gioco sono anche i dati dell’organizzazione non governativa tedesca Urgewald, che ha individuato 134 navi coinvolte nel commercio di gas russo tra il 24 febbraio 2022 e il 15 ottobre 2026. In questo periodo hanno trasportato oltre 150 milioni di tonnellate di carico, mentre altre 1,5 milioni di tonnellate risultavano ancora in transito al 15 ottobre. Dalla firma della legge sulle sanzioni, il 18 settembre, al 15 ottobre, sono state 42 le navi che hanno trasportato gas russo.
Dal Cremlino è arrivato un commento entusiasta. Kirill Dmitriev, consigliere di Vladimir Putin per la cooperazione economica internazionale, ha definito la sospensione della legge Graham un momento «importante e davvero storico».
Di segno opposto la reazione di Urgewald. Alexander Kirk, esponente dell’organizzazione, ha accusato Trump di aver svuotato la legge prima dell’entrata in vigore delle sue principali sanzioni, indebolendo uno strumento di pressione economica sostenuto da entrambi gli schieramenti politici americani. La tregua energetica che Trump aveva annunciato già nei giorni scorsi, era stata criticata anche dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato da Bruxelles un avvertimento ai leader europei sulle conseguenze di un’eventuale sconfitta dell’Ucraina. «Che succede, se cadiamo? Verranno non so quanti profughi in Europa, 20 milioni di ucraini», ha dichiarato il presidente ucraino a margine del Consiglio Europeo, chiedendo all’Unione di rafforzare il sostegno militare e finanziario a Kiev. Per il 2027 l’Ucraina ha indicato un fabbisogno aggiuntivo di 70 miliardi di euro. (riproduzione riservata)