Newcleo, attiva nel settore dell'energia nucleare che sviluppa la tecnologia dei reattori modulari avanzati, si quoterà al Nasdaq. La società ha sottoscritto un accordo definitivo con la special purpose acquisition company (spac) NewHold Investment Corp III per una aggregazione che porterà Newcleo a diventare una società quotata al Nasdaq con il simbolo ticker NWCL.
L'aggregazione proposta è finalizzata ad accelerare la strategia di crescita di Newcleo negli Stati Uniti e punta ad accelerare la chiusura del ciclo del combustibile nucleare e produrre in sicurezza energia pulita e competitiva. La decisione è maturato dopo il cambio di politica americana e la possibilità di operare negli Usa.
L'operazione, inoltre, valuta Newcleo a un equity value pre-money di circa 2,4 miliardi di dollari e dovrebbe generare fino a 429 milioni di dollari di proventi lordi, derivanti da una combinazione di proventi Pipe (Private Investment in Public Money) pari a 220 milioni di dollari e fino a 209 milioni di dollari di liquidità detenuta in un conto vincolato di NewHold Investment Corp III, prima di tenere conto di eventuali riscatti e delle spese di transazione.
«Dopo aver raccolto 780 milioni di dollari in Europa, l’idea di arrivare al miliardo attraverso questa operazione è concreta», ha detto a Class Cnbc il ceo e fondatore di Newcleo, Stefano Buono. «Questa quotazione sarà l’inizio per nuovi investimenti». L’approdo in America aiuterà anche Newcleo a raggiungere i suoi obiettivi: «Il primo reattore è previsto per 2032. Questo sarà ancora più possibile con l’accesso al mercato Usa e con il supporto del governo.
L'attuale management team continuerà a guidare la società risultante dall'operazione dopo il closing previsto nella seconda metà del 2026. «Il processo di quotazione dipende dalla Sec. Speriamo sia il più veloce possibile», ha detto Buono. Ai sensi dell'accordo, gli azionisti esistenti di Newcleo conferiranno il 100% della propria partecipazione, dimostrando forte fiducia nelle prospettive della società.
Non mancano le critiche. Il sottosegretario al Mef Federico Freni non è d’accordo con la scelta di Buono di andare a New York per la quotazione: «Evidentemente non hanno ancora guardato bene la riforma del Tuf e non hanno visto, dato che capitalizzano certamente meno di 1 miliardo di euro, che potevano tranquillamente beneficiare del nuovo regime agevolato per la nuova quotazione che è molto più semplice del regime americano». (riproduzione riservata)