Energia, in Italia il mercato vale 17 miliardi. Ecco come le imprese possono risparmiare fino a 6 miliardi l’anno
Energia, in Italia il mercato vale 17 miliardi. Ecco come le imprese possono risparmiare fino a 6 miliardi l’anno
Il mercato dei servizi energetici in Italia potrebbe raggiungere 39 miliardi entro il 2030. L’analisi di Edison Next, Engie, Renovit e Veolia

di Sara Bichicchi 09/04/2026 13:01

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Un mercato da 17 miliardi di euro che potrebbe più che raddoppiare entro il 2030. È lo spaccato dei servizi energetici italiani che emerge da uno studio di Edison Next, Engie, Renovit e Veolia, realizzato con il supporto di Bain & Company Italia.

Il principale ambito di spesa è la pubblica amministrazione con circa 8 miliardi nel 2025, oltre la metà del totale. Seguono l’industria (5 miliardi) e il terziario (4 miliardi).

Industria più avanzata del terziario 

I tre comparti hanno livelli di maturità diversi. Nell’industria il 53% delle imprese ha avviato interventi di efficientamento energetico, mentre nel terziario la percentuale scende al 18%.

Le grandi aziende mostrano una maggiore strutturazione, con il 75% dotato di piani pluriennali di efficienza, rispetto al 60% delle pmi. In più, tra il 40% e il 50% delle società industriali si dichiara pronta a investire direttamente in progetti di efficientamento, a fronte di circa il 30% del terziario.

Il contributo al pil potrebbe triplicare

Il report stima un’accelerazione significativa degli investimenti nei prossimi anni grazie a interventi di riqualificazione degli edifici, diffusione delle rinnovabili e soluzioni come pompe di calore e sistemi di ottimizzazione dei consumi.

Entro il 2030 il mercato dei servizi energetici potrebbe raggiungere 39 miliardi di euro in Italia e il suo contributo al pil potrebbe così triplicare. L’impatto stimato sull’occupazione è di 70 mila nuovi posti di lavoro diretti e circa 220 mila lungo la filiera.

Per le imprese il beneficio economico potrebbe tradursi in risparmi tra 4 e 6 miliardi l’anno e in un aumento del fatturato fino a 3-5 miliardi grazie a una maggiore efficienza operativa.

Il nodo dei prezzi dell’energia

Secondo l’analisi l’aumento e la volatilità dei prezzi dell’energia, che nei principali Paesi europei sono almeno raddoppiati rispetto al 2019, stanno accelerando ulteriormente gli interventi per migliorare l’efficenza. Tuttavia, i progressi restano limitati: in Italia «l’intensità energetica si è ridotta di circa il 20% tra il 2021 e il 2023», si legge nel report, e anche se «il Paese presenta tra i livelli più alti di efficientamento energetico in Europa», il miglioramento è «solo in parte dovuto all’efficienza, risentendo anche della deindustrializzazione, e resta ancora distante dalla media europea». (riproduzione riservata)