Enel: Spagna e Sud America spingono i conti del primo trimestre. L’utile netto sale a 1,94 miliardi
Enel: Spagna e Sud America spingono i conti del primo trimestre. L’utile netto sale a 1,94 miliardi
Cresce anche l’ebitda, a 6 miliardi di euro. I risultati leggermente sopra il consenso grazie al contributo di Endesa e delle controllate Cile e Americas. Margini ancora sotto pressione in Italia. Salgono gli investimenti nelle rinnovabili per effetto del nuovo piano.

di Angela Zoppo 07/05/2026 18:20

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Anche nel 2026 arriva ancora dall’estero, precisamente da SpagnaAmerica Latina, la spinta ai conti di Enel. Il gruppo guidato dall’ad Flavio Cattaneo ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un ebitda ordinario di 6 miliardi di euro (+3,6% anno su anno) e un risultato netto ordinario di 1,94 miliardi di euro (+3,9%). Entrambi i risultati sono leggermente superiori alle stime del consenso degli analisti, che indicavano un ebitda ordinario di 5,98 miliardi e un utile netto sempre ordinario di 1,93 miliardi. La performance positiva in Spagna e in America Latina ha più che compensato la riduzione dei margini in Italia. Incremento anche per l’utile per azione: l’Eps di Enel, infatti, è salito  a 0,20 nel primo trimestre 2026 dallo 0,18 euro del primo trimestre 2025, +6,2%).

I numeri di Endesa sono arrivati alla vigilia di quelli della capogruppo. La controllata spagnola (che ha un nuovo ad, Gianni Vittorio Armani), ha registrato un ebitda in crescita del 14% a 1,63 miliardi di euro, superiore agli 1,52 miliardi del consenso, e con un utile netto salito del 24% a 725 milioni contro attese per 633 milioni. Il debito finanziario netto si è attestato invece a 10,6 miliardi, rispetto ai 10,4 miliardi previsti dal mercato.

Gli altri numeri di Enel

Nel complesso, spiegano da Enel, l’incremento del risultato netto è attribuibile a vari fattori: il positivo andamento della gestione operativa ordinaria osservato a livello di ebitda, il miglior contributo delle cosiddette Stewardship attive nel settore dell’energia rinnovabile (Grecia, Sudafrica e Australia) e il contenimento del costo del debito, parzialmente compensato dalle maggiori imposte. In termini assoluti, però, I’indebitamento finanziario netto è leggermente aumentato a 57,83 miliardi di euro dai 57,18 miliardi di fine 2025 (+1,1%). I flussi di cassa generati dall’attività operativa e gli effetti derivanti dalle nuove emissioni di prestiti obbligazionari non convertibili subordinati ibridi perpetui hanno soddisfatto il fabbisogno finanziario connesso agli investimenti del periodo, al pagamento di dividendi, all’acquisto da parte di Enel ed Endesa di azioni proprie nell’ambito delle operazioni di share buyback e alle operazioni straordinarie. L’incremento del debito, perciò, per Enel è da ricondurre all’andamento dei tassi di cambio

In frenata, invece, i ricavi, che si sono fermati a circa 20,6 miliardi di euro (-6,7%), prevalentemente per la flessione registrata sul mercato italiano a causa delle minori quantità di energia elettrica vendute e per i minori prezzi medi applicati ai clienti finali.

Il trimestre ha visto anche un aumento a due cifre degli investimenti (+10,9%) a oltre 2,3 miliardi di euro, In termini percentuali la crescita è particolarmente marcata per Enel Green Power (+ 24%). Sono i primi effetti del nuovo piano strategico da 53 miliardi, che ne destina circa 20 alle rinnovabili, con un incremento di ben 8 miliardi rispetto al piano precedente. Crescono anche gli investimenti in Enel Grids (+12,4%) i che hanno riguardato principalmente Italia, Brasile e Spagna, «con lo scopo di migliorare ulteriormente l’affidabilità, la qualità del servizio e la resilienza degli impianti ad eventi climatici estremi».

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