Enel riorganizza il business delle ricariche per le auto elettriche
Enel riorganizza il business delle ricariche per le auto elettriche
Approvata la scissione di Enel X, che solo un anno fa aveva assorbito le attività di e-mobility di Enel X Way in Italia e all’estero. Il piano è trasformare Enel Energia nella piattaforma per le offerte integrate ai clienti finali

di Angela Zoppo 10/06/2026 20:00

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Enel vara un nuovo riassetto sul fronte retail. L’operazione conferma il disegno strategico della capogruppo: fare di Enel Energia il polo commerciale, per offrire ai clienti luce, gas, fibra e ora anche i servizi legati alle colonnine di ricarica.

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’assemblea straordinaria di Enel Energia ha approvato il progetto di scissione parziale di Enel X mediante assegnazione di parte del suo patrimonio, ovvero il ramo d'azienda Msp (Mobility Services Provider). Non la rete fisica, ma «i servizi a valore aggiunto di ricarica elettrica al cliente finale».

L’idea a monte, si legge nei documenti assembleari, è quella di realizzare un'unica interfaccia commerciale «in grado di confezionare un insieme di offerte integrate di commodity, di prodotti e servizi, compresa la ricarica per veicoli elettrici».

L'operazione è in linea con la strategia di gruppo di «semplificazione delle strutture organizzative e dei processi operativi in ottica di centralità del cliente» preannunciata al mercato dall’ad Flavio Cattaneo a febbraio scorso, con la presentazione del nuovo piano strategico 2026-2028 che già considera a budget la riorganizzazione. Dal punto di vista di Enel, inoltre, creare un portafoglio integrato di servizi avrebbe anche il vantaggio di superare la parcellizzazione dei dati raccolti sui clienti.

I numeri di Enel X

Ma l'operazione non è la prima che vuole mettere ordine nel business dei servizi di e-mobility. Un passo indietro: nel 2025, Enel X aveva già incorporato Enel X Way, ovvero il soggetto titolare di Msp e al quale erano state trasferite le società del gruppo attive nel settore, sia in Italia che all’estero.

Le carte della scissione fanno emergere anche i numeri di Enel X. La società scissa, con un patrimonio di 461 milioni di euro, nel 2025 ha accusato una perdita di esercizio di 181,3 milioni di euro a fronte di ricavi per 220 milioni di euro. La voce ricavi verso terzi, pari a 32 milioni di euro, è rappresenta per la quasi totalità proprio dai servizi a valore aggiunto di ricarica elettrica al cliente finale, quindi alle attività di Mobility Service Provider, che hanno toccato i 28,9 milioni di euro. Anche nel 2024 i conti di Enel X si erano chiusi in rosso per 158 milioni di euro, mentre i ricavi si erano fermati a circa 132 milioni di euro.

La rete di ricarica Enel per la mobilità elettrica conta più di 26 mila punti installati in tutto il Paese. Si tratta di una quota pari a oltre un terzo del totale italiano, che mette insieme circa 73mila punti di ricarica a fronte di un parco auto che, stando ai numeri delle immatricolazioni di maggio, conta più di 421mila veicoli full electric (l’incremento anno su anno è dell’84,8%). L’aggiudicazione dei bandi Pnrr ha dato una spinta decisiva allo sviluppo della rete Enel. Col primo bando dedicato alle ricariche pubbliche, infatti, sono stati installati oltre 3.700 punti di ricarica, di cui oltre il 50% già attivi. A quota 5 mila si è arrivati aggiungendo altri 1.200 punti di ricarica, già installati, del secondo e terzo bando. Tra le regioni coinvolte ci sono Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Circa il 40% delle installazioni sono concentrate nel Sud Italia. (riproduzione riservata)