Enel, parte il Cattaneo-bis. Per la lista Mef record di adesioni dai fondi
Enel, parte il Cattaneo-bis. Per la lista Mef record di adesioni dai fondi
Via libera dell’assemblea al secondo mandato come ceo. Ok a dividendo e buyback fino a 1,5 miliardi. Focus sulle forniture di gas: quasi il 50% è coperto dal gnl, forte contributo dagli Usa. 

di Angela Zoppo 12/05/2026 18:45

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Prende il via in Enel il mandato bis di Flavio Cattaneo come ceo e di Paolo Scaroni come presidente. L’assemblea degli azionisti del 12 maggio ha approvato il nuovo cda segnando un primato alla conta dei voti: la lista del Mef, con i nomi di Cattaneo e degli altri consiglieri, è stata votata dal 53,3% del capitale presente, ricevendo la più alta adesione da parte degli investitori istituzionali nella storia del gruppo. 

Il cda per il nuovo triennio è composto, oltre che da Scaroni e Cattaneo, da Johanna Arbib, Mario Corsi, Tiziana De Luca, Dario Frigerio, Alessandro Monteduro, Federica Seganti e Alessandra Stabilini.

Con l’approvazione del bilancio è arrivato il via libera anche al dividendo di 0,49 euro per azione,(+ 4% sul 2024). Il saldo di 0,26 euro verrà messo in pagamentoì dal 22 luglio, con stacco della cedola il 20.

L’assemblea ha anche rinnovato l’autorizzazione al cda a procedere con il buyback per un massimo di 200 milioni di azioni, che rappresentano circa l’1,97% del capitale sociale, con un esborso complessivo fino a 1,5 miliardi di euro

Gas, la quota di gnl è vicina al 50% e la maggior parte arriva dagli Usa

Mentre parte il secondo mandato di Cattaneo, dalle risposte alle domande degli azionisti emergono elementi che inquadrano la strategia di Enel rispetto ad alcuni temi-chiave del mercato italiano, soprattutto nello scenario energetico attuale: approvvigionamenti di gas e rigassificatori.

La diversificazione delle fonti ha interessato anche il gruppo, che gestisce un portafoglio di contratti di approvvigionamento a copertura dei consumi della generazione e del retail nei principali mercati di operatività in Europa e America Latina, oltre alle vendite di gas naturale liquefatto sui mercati internazionali. I principali fornitori sono Algeria, Nigeria, Usa e Azerbaijan. Fino al 2025 figurava anche il Qatar. Nello scorso anno, inoltre, il peso dei volumi gnl sul portafoglio contratti di Enel è stato di poco inferiore al 50%, con una quota prevalente garantita da contratti pluriennali di origine statunitense.

I ritiri di gnl americano (che sta crescendo anche nelle forniture complessive dell’Italia) sono regolati da contratti sottoscritti prima del 2020, per un volume complessivo di circa 4 miliardi di metri cubi/anno. I volumi sono consegnati in Italia, Spagna e Portogallo e, in parte, su altri terminali europei e internazionali, «al fine di ottimizzare il bilancio fisico e valorizzare la flessibilità di destinazione». I trasporti via mare avvengono attraverso tre navi metaniere che Enel ha noleggiato a lungo termine e che vengono integrate, quando serve, da capacità spot. 

Perché Porto Empedocle resta fermo 

Ma il capitolo gnl non prelude, non ancora almeno, a una decisione sul rigassificatore di Porto Empedocle. Per Enel, che ne chiede il riconoscimento come asset totalmente regolato, «allo stato attuale, non tutte le condizioni risultano ancora soddisfatte al fine di garantire un adeguato ritorno economico dell’investimento. La realizzazione di un impianto di rigassificazione costituisce un progetto industriale di elevata complessità, caratterizzato da investimenti e costi significativi e tempi di attuazione estesi, che richiede la piena sostenibilità ambientale, industriale ed economica». 

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