Conti a due velocità per Enel, che ha chiuso il primo semestre 2026 con un ebitda ordinario di 11,84 miliardi di euro ( +3,2%) e un risultato netto ordinario di 3,93 miliardi di euro ( +2,8%). L’eps (il risultato netto ordinario per azione) è salito a 0,40 euro dagli 0,38 euro del primo semestre 2025, con un incremento del 5,3%. Per l’esercizio 2026 si prevede che l’eps si porti a circa 0,74 euro, corrispondente alla parte alta del range stimato da Enel, come atteso dal mercato.
Su numeri complessivamente positivi, emerge una netta distinzione geografica: in Italia si fa sentire il decreto taglia-bollette, che ha pesato per ben 1,2 miliardi di euro sui numeri del gruppo guidato da Flavio Cattaneo, contribuendo all’aumento dell’Indebitamento finanziario netto, cresciuto del 6,7% a 61 miliardi di euro. L’impatto si vede anche alla voce risultato netto, pari a 3,74 miliardi di euro (erano circa 3,43 miliardi nell’analogo periodo del 2025). Tra le componenti non ordinarie sono ricompresi, infatti, gli effetti fiscali del decreto Bollette, negativi per circa 68 milioni di euro.
All’estero, invece, il saldo del semestre è più che positivo: «la solida performance in Spagna e America Latina ha più che compensato la flessione dei margini in Italia relativi alle attività di vendita di energia, per effetto della riduzione dei prezzi medi applicati alla clientela residenziale e piccole e medie imprese, e di generazione», spiegano dal gruppo. In evidenza la Spagna, con la controllata Endesa che, nonostante il prezzo medio del mercato elettrico all’ingrosso sia sceso dell’8% a 73 euro/Megavattora, ha riportato un utile netto in aumento del 41% e alzato le stime per il 2026.
Stabili i ricavi a 40,9 miliardi di euro, lo 0.3% in più rispetto ai 40,81 miliardi del primo semestre 2025. La variazione riflette il calo registrato in Italia a seguito dei minori prezzi medi applicati alla clientela residenziale e piccole medie imprese con offerte a prezzo bloccato, nonché la riduzione dei volumi relativi al mercato wholesale e a prezzo indicizzato, compensati anche in questo casoi dai maggiori ricavi dalle attività di distribuzione e generazione di energia elettrica in Spagna e America Latina.
I flussi di cassa generati dall’attività operativa, pari a circa 6,1 miliardi di euro (sempre escludendo il già citato impatto negativo del decreto Bollette in Italia) e gli effetti netti positivi derivanti dalle nuove emissioni di prestiti obbligazionari non convertibili subordinati ibridi perpetui, sono stati destinati alla parziale copertura del fabbisogno finanziario richiesto dagli investimenti del periodo, dal pagamento dei dividendi, e dall’acquisto da parte di Enel ed Endesa di azioni proprie nell’ambito delle operazioni di share buyback.
Restando in tema buyback, Enel avvierà un programma di acquisto di azioni proprie a servizio del piano di incentivazione di lungo termine 2026 destinato al management del gruppo e delle società controllate. Il programma riguarderà 2,6 milioni di titoli, pari a circa lo 0,0256% del capitale sociale, e sarà realizzato tra il 3 e il 21 agosto 2026. Sulla base del prezzo di chiusura del titolo del 29 luglio, pari a 9,829 euro, l’esborso potenziale è stimato in circa 26 milioni.
Enel possiede già 243,4 milioni di azioni proprie, pari a circa il 2,3943% del capitale. Al piano Lti 2026 saranno destinate, oltre alle azioni acquistate con il nuovo programma, anche quelle già in portafoglio e rimaste inutilizzate dopo la conclusione dei precedenti piani di incentivazione.
Intanto, il gruppo ha annunciato di aver firmato e contestualmente perfezionato un accordo con Web Ariano (Web Windenergie Ag) per l’acquisizione dell’intero capitale sociale di Campo Eolico Ariano-Cea.
L’operazione attribuisce a Enel Green Power un impianto operativo in Campania, con una capacità installata di 84 Megawatt e una produzione media annua pari a circa 0,2 Teravattora. Il corrispettivo per l’acquisizione, corrispondente all’entreprise value attribuito all’impianto, è pari a circa 145 milioni di euro. L’effetto netto positivo sull’ebitda ordinario consolidato del gruppo è stimato in circa 16 milioni di euro l’anno. L’operazione è coerente con l’obiettivo di Enel di crescere nelle rinnovabili nei mercati Tier-1. (riproduzione riservata)