Attesa per i conti di Enel, che pubblicherà i numeri del primo trimestre 2026 il 7 maggio a borsa chiusa. Il consenso degli analisti indica ebitda ordinario di 5,98 miliardi, un utile netto sempre ordinario di 1,93 miliardi e un indebitamento netto di 57,8 miliardi, in linea con le stime della società. Equita (buy, target price 11 euro), in particolare, si attende anche la conferma delle guidance per l’intero 2026.
Anche Barclays (overweight, prezzo obiettivo 11 euro) prevede conti senza sorprese: un ebitda ordinario di 5,97 miliardi e un utile netto ordinario di 1,93 miliardi, aggiungendo che «il trimestre dovrebbe mostrare un solido contesto operativo, con la redditività delle rinnovabili che beneficia principalmente di maggiori volumi idroelettrici». Il debito è atteso a circa 57,9 miliardi, cifra che «riflette le tipiche dinamiche stagionali sul capitale circolante».
I risultati di Enel sono preceduti da due indicatori importanti: i conti trimestrali della controllata spagnola Endesa e i dati operativi di gruppo, dai quali emerge che nei primi tre mesi dell'anno, la produzione consolidata di energia elettrica è stata pari a 47,8 Gwh, (+ 2,4% anno su anno).
Guardando all’Italia, la produzione è cresciuta on maniera più sostenuta a circa 8,6 Gwh (+ 13,9%), spinta dalla generazione convenzionale (+47% a circa 3 Gwh) e con un incremento moderato delle rinnovabili (+1,8%) a 5,6 Gwh).
Venendo invece ai conti di Endesa (che ha un nuovo ad, Gianni Vittorio Armani),il trimestre si è chiuso con un ebitda in crescita del 14% a 1,63 miliardi di euro, superiore agli 1,52 miliardi del consensus, e con un utile netto salito del 24% a 725 milioni contro attese per 633 milioni. Il debito finanziario netto si è attestato invece a 10,6 miliardi, rispetto ai 10,4 miliardi previsti dal mercato.
Secondo gli analisti di Equita, i risultati hanno fornito indicazioni positive grazie alla forte crescita operativa e alla conferma della guidance annuale con un elevato grado di visibilità.
La crescita è stata sostenuta soprattutto dalle attività di distribuzione (+45% anno su anno), favorite dal nuovo framework regolatorio spagnolo, dagli investimenti Rab eligible e dal riconoscimento di circa 100 milioni di benefici pregressi di natura non ricorrente. Positivo anche il contributo delle rinnovabili, con volumi in aumento del 18%, mentre il retail ha mostrato una sostanziale tenuta nonostante il significativo incremento dei costi di gestione e bilanciamento della rete legati al blackout che il 25 aprile 2025 ha colpito la Spagna, quantificati da Equita in circa 100 milioni nel trimestre.
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