Enel, con la Banca Mondiale mette 1,2 miliardi nelle reti in Sud America
Enel, con la Banca Mondiale mette 1,2 miliardi nelle reti in Sud America
Il braccio finanziario Ifc sosterrà l’operazione Enel Green Value Chains che riguarda progetti nelle infrastrutture elettriche in Argentina, Brasile, Colombia, Cile. Il 12 novembre i conti dei nove mesi, le stime di Goldman Sachs

di Angela Zoppo 13/10/2026 22:00

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Via libera della Banca Mondiale a un finanziamento fino a 1,2 miliardi di euro per Enel, destinato a rafforzare le reti elettriche in America Latina. L’operazione, denominata Enel Green Value Chains, secondo quanto apprende MF-Milano Finanza è stata approvata dall’Ifc (International Finance Corporation) che finanzia le imprese private nei Paesi emergenti. Il prestito avrà una durata di 10 anni e interesserà quattro Paesi: Brasile, Argentina, Colombia e Cile.

Come verranno usati i fondi della Banca Mondiale

Il progetto prevede che l’Ifc metta a disposizione direttamente fino a 300 milioni di euro, mentre altri 900 milioni potranno arrivare attraverso i canali del credito bancari. La società beneficiaria è Enel Finance International, società finanziaria del gruppo guidato da Flavio Cattaneo, garantita della capogruppo.

Gli interventi puntano a «ridurre le perdite di energia e le interruzioni del servizio, migliorando l’affidabilità delle infrastrutture». La documentazione dell’Ifc indica tra gli obiettivi anche digitalizzazione e maggiore efficienza delle reti di distribuzione.

Il progetto prevede dei parametri per misurare i risultati: la riduzione della frequenza e della durata delle interruzioni del servizio, il contenimento delle dispersioni di elettricità. Un altro capitolo riguarda la capacità delle reti di resistere agli eventi climatici avversi, attraverso nuove tecnologie. C’è poi un aspetto economico che vincola ad acquistare gran parte delle apparecchiature e dei servizi finanziati direttamente nei Paesi coinvolti, con ricadute sull’occupazione e sulle imprese locali. L’Ifc affiancherà Enel anche nel rafforzamento delle pratiche ambientali e sociali lungo la catena delle forniture.

I prossimi conti Enel e le previsioni degli analisti

Il piano reti conferma la forte presenza del gruppo sul mercato Latam, attraverso le controllate Enel Chile ed Enel Americas. All’estero, ormai, il gruppo genera oltre la metà dei ricavi e il 54% dell’ebitda. Mentre in Italia i margini della vendita di energia e della generazione hanno risentito della riduzione dei prezzi medi applicati alla clientela e dell’impatto del decreto bollette, l’America Latina è – con gli Stati Uniti – tra le aree di mercato che più hanno sostenuto la crescita. Una tendenza che gli analisti si aspettano di ritrovare anche nei conti dei nove mesi 2026, che Enel pubblicherà il 12 novembre. Goldman Sachs prevede al 30 settembre 2026 un ebitda di circa 17,8 miliardi di euro. L’utile netto è atteso tra 5,7 e 5,8 miliardi, stimando per l’intero esercizio 2026 un risultato di 7,47 miliardi, superiore ai 7,25 miliardi del consensus.

Dove può arrivare il titolo

Sul titolo, che si è riportato intorno a quota 9 euro, prevalgono ancora i giudizi positivi, con qualche valutazione più prudente. La media è intorno a 10,4 euro. Ubs ha confermato il buy con un prezzo obiettivo di 10,65 euro; Jp Morgan ha ribadito il giudizio overweight. Ubs richiama l’attenzione sulla possibile riduzione nel 2027 del rendimento regolato riconosciuto alle reti elettriche italiane, un tema che interessa da vicino i conti futuri degli operatori della distribuzione, ritenendo però che il rischio sia già riflesso nelle valutazioni di mercato. Nella fascia più alta restano Equita, con 11,1 euro, Barclays e Kepler Cheuvreux, entrambe a 11 euro. In controtendenza Morgan Stanley, che ha ridotto il target price da 9,2 a 8,5 euro, con giudizio underweight. (riproduzione riservata)