Enel torna a luglio sul mercato obbligazionario internazionale con un'emissione multi-tranche in dollari da 2,5 miliardi di dollari (circa 2,2 miliardi di euro) destinata agli investitori istituzionali. Il bond senior unsecured, collocato da Enel Finance International (Efi) e garantito dalla capogruppo, ha registrato una domanda molto sostenuta, con ordini superiori ai 10 miliardi di dollari, oltre quattro volte l'importo offerto.
Le risorse raccolte saranno destinate a finanziare gli investimenti previsti dal Piano Strategico 2026-2028 e, parallelamente, a coprire le scadenze del debito esistente. Secondo il gruppo, il successo dell'operazione conferma il riconoscimento da parte del mercato della solidità finanziaria di Enel, della credibilità del piano industriale e della sua esecuzione.
L'emissione presenta una durata media di circa sei anni e un costo medio equivalente in euro di circa il 3,6%. Il prestito obbligazionario è articolato in tre tranche, con cedola semestrale e regolamento previsto il 13 luglio 2026. La prima tranche, da 1 miliardo di dollari, ha una cedola fissa del 4,625%, scadenza 13 luglio 2029 e prezzo di emissione pari al 99,710% del valore nominale. La seconda, da 750 milioni di dollari, offre una cedola del 4,875%, scade il 13 luglio 2031 ed è stata emessa al 99,545%. La terza tranche, anch'essa da 750 milioni di dollari, riconosce una cedola del 5,375%, ha scadenza 13 luglio 2036 ed è stata collocata al 98,905% del valore nominale.
L'operazione è stata organizzata da un consorzio di banche composto da Bnp Paribas, BofA Securities, Citigroup, Hsbc, Imi-Intesa Sanpaolo, JP Morgan, Morgan Stanley, Société Générale, SMBC Nikko, UniCredit e Wells Fargo Securities, che hanno agito in qualità di joint bookrunner.
All'emissione è stato assegnato un rating provvisorio BBB da Standard & Poor's, BBB+ da Fitch e Baa1 da Moody's, in linea con il merito di credito di Enel, che mantiene un outlook positivo da S&P e stabile dalle altre due agenzie.
Quella annunciata oggi è la prima emissione obbligazionaria di Enel dopo il collocamento del 7 gennaio 2026, quando il gruppo aveva raccolto 2 miliardi di euro attraverso un bond ibrido perpetuo subordinato rivolto agli investitori istituzionali europei. Anche in quell'occasione la domanda era stata molto sostenuta, con richieste per circa 14 miliardi di euro, pari a oltre sette volte l'importo offerto.
I proventi erano stati destinati al rifinanziamento anticipato di due prestiti ibridi in vista dell'esercizio delle rispettive opzioni di rimborso (call), contribuendo a rafforzare la struttura patrimoniale del gruppo. Con il nuovo collocamento in dollari, invece, Enel punta a finanziare la crescita prevista dal Piano Strategico 2026-2028 e, al tempo stesso, a rifinanziare parte del debito in scadenza. (riproduzione riservata)