Endesa (Enel), Gianni Vittorio Armani verso l’investitura ad amministratore delegato
Endesa (Enel), Gianni Vittorio Armani verso l’investitura ad amministratore delegato
All’assemblea degli azionisti del 28 aprile è previsto il cambio alla guida della controllata spagnola, dopo 12 anni di gestione Bogas: Il nuovo capo-azienda, chiamato nel gruppo da Cattaneo nel 2023, sarebbe il primo italiano dal 2014

di Angela Zoppo 27/04/2026 21:00

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È l’Endesa-day, il giorno della controllata spagnola di Enel che martedì 28 aprile a Madrid riunisce l’assemblea degli azionisti per uno storico passaggio di consegne: José D. Bogas Gálvez lascerà l’incarico di amministratore delegato dopo 12 anni a un successore che il socio di maggioranza avrebbe individuato in Gianni Vittorio Armani, il manager chiamato da Flavio Cattaneo nel 2023 a guidare Enel Grids e Innovazione. Il nome del nuovo ad non è stato comunicato ufficialmente, ma a scanso di sorprese dell’ultimo minuto, l’anticipazione di MF-Milano Finanza del 26 marzo scorso dovrebbe trovare conferma.

La portata dell’avvicendamento al vertice è molto sentita per più di una ragione: non solo si chiude la stagione di Bogas, ma alla guida di Endesa tornerebbe un manager italiano 12 anni dopo Andrea Brentan, ad della società dal 2009 al 2014.

Bogas, classe 1955, ha appena raggiunto i 71 anni, limite d'età previsto dalla policy di Endesa per gli incarichi esecutivi di alto livello. La sua è comunque un’uscita soft: si dimetterà ma, in base agli accordi con l’azionista, verrà rieletto come consigliere esterno, diventando una sorta di super consulente.

Il nuovo ceo e la sfida del piano record

Armani, invece, è già nel board di Endesa, insieme a Cattaneo e ad altri manager Enel, come il cfo Stefano De Angelis. Oltre a guidare le reti Enel, da dicembre 2024, è anche presidente di Elettricità Futura, la principale associazione del settore elettrico italiano. Il nuoco ceo si troverà a gestire il piano strategico 2026-2028, con investimenti record per10,6 miliardi di euro, superiori del 10% rispetto al piano precedente da 9,6 miliardi di euro (in linea con l’incremento del piano della capogruppo). Circa 5,5 miliardi di euro sono destinati alla rete di distribuzione, con un incremento del 40% rispetto al piano precedente, m a condizione che venga approvato il Decreto Reale che consente investimenti oltre il tetto regolatorio e il loro pieno riconoscimento al 100%. Per Endesa è una priorità perché la rete è considerata ormai satura. Nell’orizzonte di piano rientra anche la proroga per altri 10 anni del nucleare. Endesa ha già richiesto la proroga della centrale di Almaraz I e II fino a metà 2030.

Un super dividendo 

All’ordine del giorno dell’assemblea del 28 ci sono anche altri passaggi rilevanti per gli investitori: la distribuzione degli utili 2025 e il completamento del maxi-programma di riacquisto azioni. Il consiglio di amministrazione proporrà di distribuire un dividendo complessivo di 1,584 euro per azione a valere sull’esercizio 2025, che si è chiuso con un utile netto di circa 1,67 miliardi di euro.

Il 12 gennaio 2026 Endesa ha già versato un acconto di 0,50 euro per azione. Il saldo di 1,084 euro per azione sarà pagato il 10 luglio 2026. Il monte dividendi complessivo sfiora 1,65 miliardi di euro, calcolato sulle 1.038.804.244 azioni aventi diritto al 31 dicembre 2025. Per Enel, che detiene il 70% del capitale, tra acconto e saldo significa una cedola di 1,15 miliardi di euro, di cui 364 milioni già incassati e altri 789 milioni in arrivo a luglio.

Sul fronte del capitale, l’assemblea è chiamata ad autorizzare l’annullamento di un massimo di circa 88 milioni di azioni proprie, pari all’8,44% dell’attuale capitale, riacquistate nell’ambito del programma di buyback da 2 miliardi di euro (qui il programma della capogruppo) approvato dal cda il 26 marzo 2025. Il programma si è articolato in più tranche: il terzo, avviato il 15 ottobre 2025, si è concluso il 27 febbraio scorso con l’acquisto di 4.040.753 azioni, mentre il quarto è partito il 2 marzo 2026 ed è ancora in corso, con scadenza massima fissata al 7 luglio prossimo. Sul fronte della governance, oltre alla nomina post-dimissioni di Bogas come consigliere esterno per quattro anni, previo parere favorevole del Comitato Nomine e Remunerazioni, si registrano due avvicendamenti: Francesca Gostinelli, il cui mandato scade domani, lascia il posto ad Angela Eliseo, mentre tra gli indipendenti Cristina de Parias Halcón cede il seggio ad Ana Muñoz Merino. (riproduzione riservata)