Il dibattito è sempre più acceso: le startup di intelligenza generale generativa valgono davvero tutto il denaro che riceve oppure la loro crescita è solo dettata dalla Fomo (la paura di rimanere fuori dal treno) degli investitori?
Una curiosa e paradigmatica storia in questo senso arriva dal Regno Unito, dove la startup Emulate, nata appena un mese fa e fondata da ex ricercatori di Google DeepMind (il laboratorio di ricerca sull’AI di Alphabet), secondo quanto riportato in esclusiva dal Financial Times starebbe per chiudere un round di finanziamento da 700 milioni di dollari, con una valutazione prossima ai 4 miliardi.
Il fondo inglese Index Ventures e la società di venture capital della Silicon Valley Lightspeed Venture Partners sarebbero pronte a guidare congiuntamente il round, hanno aggiunto le fonti consultate dal quotidiano britannico.
Ma c’è un altro elemento che rende la storia così interessante: al di là della giovanissima età di Emulate, di fatto ancora non si sa neppure cosa questa startup farà in concreto. Tecnicamente, finora Emulate ha lavorato in quella che si chiama stealth mode (tradotto: modalità invisibile). L’unica informazione nota a tutti (probabilmente i fondi che investiranno 700 milioni sanno qualcosa in più) sono i nomi dei fondatori: Jack Parker-Holder, Matthew McGill e Philip Ball, che in precedenza avevano contribuito alla creazione di Genie, il modello di simulazione del mondo reale sviluppato dal laboratorio DeepMind.
Genie è un’AI generativa in grado di generare video realistici e ambienti 3D interattivi a partire da un breve prompt. La sua presentazione a gennaio ha provocato forti scossoni nell’industria dei videogiochi, bruciando in poche ore miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato di società come Take-Two, Roblox e Unity, che hanno come punto di forza proprio la capacità di creare – tramite i loro team di sviluppo formati da grafici e ingegneri – complessi mondi di gioco dopo mesi e mesi di duro lavoro.
Di fatto, Genie potrebbe permettere anche all’utente medio, con una semplice descrizione di poche righe, di fare concorrenza a questi mastodonti della programmazione.
I cosiddetti world model, addestrati per comprendere e replicare lo spazio fisico, sono considerati infatti la nuova frontiera della ricerca sull’intelligenza artificiale, ancora meno affollata rispetto a quella dei grandi modelli linguistici alla base di ChatGpt, Gemini e Claude.
Le startup spin-off guidate da ex ricercatori delle grandi società di intelligenza artificiale – note come neo lab – sono riuscite ad attirare miliardi di dollari di finanziamenti nel corso di quest’anno, evidenzia il FT. Queste società ancora agli esordi possono raggiungere valutazioni enormi basandosi in larga parte sulla reputazione dei loro fondatori, spesso prima ancora di aver realizzato il loro primo prodotto, mentre gli investitori fanno a gara per ottenere un’esposizione alle startup più promettenti del mondo AI.
Emulate, che per ora non ha neanche un sito Internet, è il terzo neo lab britannico nato quest’anno dagli uffici londinesi di DeepMind ad aver raccolto centinaia di milioni di dollari. L’ex ricercatore David Silver ha raccolto circa 1 miliardo di dollari di finanziamenti, con una valutazione di 5 miliardi, per la sua startup Ineffable Intelligence. Mentre il team composto da ex ingegneri di DeepMind e OpenAI ha raccolto oltre 600 milioni di dollari, sulla base di una valutazione di 4 miliardi, per la propria società Recursive Superintelligence.
Le due principali voci di costo per realtà di questo tipo sono attualmente due: il finanziamento della capacità di calcolo necessaria per sviluppare i modelli di intelligenza artificiale e il reclutamento dei migliori ricercatori in un mercato del lavoro estremamente competitivo. (riproduzione riservata)