Elon Musk svela la Tesla Roadster, l’auto in grado quasi di volare grazie a SpaceX. Ma la produzione partirà solo nel 2028
Elon Musk svela la Tesla Roadster, l’auto in grado quasi di volare grazie a SpaceX. Ma la produzione partirà solo nel 2028
La sportiva elettrica si esibisce in salti e acrobazie grazie a propulsori ad aria sviluppati con gli ingegneri di SpaceX. Elon Musk punta sull’effetto sorpresa per rilanciare il marchio, ma gli analisti restano cauti sull’impatto sui conti

di Andrea Boeris 16/10/2026 09:00

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Tesla prova a rilanciare il proprio business automobilistico facendo «volare» la nuova Roadster. Dopo anni di rinvii, il gruppo guidato da Elon Musk ha presentato in Texas la sportiva elettrica con una dimostrazione che mescola auto e tecnologia aerospaziale: un prototipo capace di saltare, ruotare in aria e scavalcare altri veicoli grazie a propulsori ad aria sviluppati con gli ingegneri di SpaceX. La produzione, però, non è attesa prima del 2028 e la versione destinata alle acrobazie non sarà omologata per circolare sulle strade pubbliche.

L’evento, organizzato giovedì 15 ottobre in un centro di collaudo dei razzi SpaceX vicino a Waco e trasmesso online, riporta l’attenzione sull’attività da cui Tesla continua a ricavare la maggior parte dei ricavi e degli utili: la vendita di auto elettriche. Un business che però, dopo due cali annuali consecutivi delle vendite, sta facendo i conti con una gamma ridotta e con la necessità di rinnovare l’offerta, mentre Musk ha spostato sempre più risorse e aspettative su intelligenza artificiale, robot e guida autonoma.

Salti e accelerazione da zero a 96 km/h in meno di un secondo

Durante la presentazione, secondo quanto riportato da Bloomberg, il prototipo ha percorso una rampa ed eseguito una rotazione controllata prima di tornare a terra. Ha poi utilizzato i propulsori per compiere altri salti e acrobazie, superando anche il camion elettrico Tesla Semi.

La nuova Roadster ha due posti, un design ispirato al mondo aerospaziale e un sistema di sterzo elettronico steer-by-wire, come quello del Cybertruck. Tesla ha inoltre mostrato un video nel quale la vettura accelera da zero a 60 miglia orarie, circa 96 km/h, in meno di un secondo.

Le prestazioni mostrate non riguarderanno però indistintamente tutte le versioni. Sul sito sono disponibili le prenotazioni per la variante stradale Performance e per un pacchetto a tiratura limitata denominato Thrust, destinato alla pista, che aggiunge propulsori per l’accelerazione e un sistema di aspirazione multimodale. Le evoluzioni aeree sono invece riservate alla configurazione Rocket: monoposto, accessibile soltanto su invito e priva di omologazione stradale.

Una vetrina tecnologica per una gamma da rinnovare

La Roadster torna così al centro dei programmi di Tesla quasi un decennio dopo l’annuncio della nuova generazione, avvenuto nel 2017. Il modello originale, primo prodotto della società, era stato lanciato nel 2008 e ritirato dalla produzione nel 2012. Il ritorno della sportiva può aiutare il marchio a recuperare attenzione, ma difficilmente basterà a cambiare l’andamento delle vendite.

L’offerta destinata ai clienti privati ruota oggi soprattutto attorno a Model 3 e Model Y, affiancate dal Cybertruck, che registra volumi contenuti. Tesla ha inoltre interrotto quest’anno la produzione di altri due modelli della gamma consumer. Produce anche il Semi e il robotaxi a due posti Cybercab, che non è ancora in vendita a clienti esterni.

Prima della presentazione, Andrew Rocco, strategist di Zacks Investment Research, aveva osservato che la Roadster potrebbe alimentare l’entusiasmo attorno a Tesla, ma che un prezzo elevato e un mercato potenziale ristretto ne limiteranno probabilmente il contributo a vendite e utili. Secondo Garrett Nelson, analista di Cfra, il marchio ha bisogno di un nuovo modello capace di attirare l’attenzione dopo anni di debole rinnovamento dell’offerta.

Tesla e SpaceX sempre più vicine

La dimostrazione mette in evidenza anche la crescente collaborazione tra le due principali aziende di Musk. Ai propulsori della Roadster si aggiunge Terafab, il progetto comune per realizzare un impianto di semiconduttori, richiamato dallo stesso imprenditore tra le aree di sovrapposizione tra Tesla e SpaceX.

Alcuni investitori e analisti vedono in questi legami un possibile argomento a favore di una futura fusione. Si tratta però di una lettura del mercato, e non certo dell’imminente annuncio di un’operazione. Per Tesla, intanto, la sfida più immediata resta quella commerciale: trasformare la capacità di attirare attenzione in nuovi prodotti e vendite. (riproduzione riservata)