L’onda blu democratica che ha travolto il presidente Usa Donald Trump, conquistando l’intero Congresso, potrebbe ripercuotersi anche sulle grandi imprese legate all’AI. La popolazione a stelle e strisce sembra aver deciso che sia arrivato il momento di uno sceriffo nel Far West dell’intelligenza artificiale. Adesso, Nvidia, Microsoft, Meta, Anthropic, OpenAI, Google e SpaceX – solo per citarne alcuni – dovranno fare i conti con una politica non più totalmente accondiscendente alle big tech. E probabilmente dovranno ridimensionare i loro piani di sviluppo nell’AI.
«Quello a cui abbiamo appena assistito è stato un terremoto dell'AI», ha dichiarato ad Axios Brad Carson, cofondatore di Americans for Responsible Innovation. «Gli elettori hanno appena inviato un messaggio chiaro: vogliono delle regole per l’intelligenza artificiale e i data center». Insomma, gli elettori hanno espresso un messaggio chiaro con il loro voto: l’AI non è un miracolo tecnologico, ma una minaccia per le comunità.
«Si pone una questione relativa alla crescita economica degli Stati Uniti: una parte significativa di questa crescita è stata trainata dagli investimenti in conto capitale legati all'AI», dichiara Andrew Lake, cio and head of fixed income presso Mirabaud Asset Management. «Questi investimenti potrebbero ora diventare più esposti a rischi e incertezze? Negli Usa si profila quindi una situazione di stallo: Trump non potrà approvare ulteriori provvedimenti legislativi in materia di politica interna senza il sostegno bipartisan». E aggiunge: «D'altra parte, conserva il potere di veto, che gli consente di bloccare eventuali provvedimenti promossi dai Democratici. A livello settoriale, questo scenario potrebbe avere ripercussioni negative sui comparti della difesa e della tecnologia, mentre potrebbe favorire quello sanitario, considerata l'attenzione dei Democratici al tema dell'accessibilità economica dei servizi».
Basta vedere il flusso dei finanziamenti elettorali per capire da che lato erano schierati i giganti della tecnologia. Secondo quanto riportato dalla Cnbc, i fondi al partito Repubblicano provengono da finanzieri di Wall Street e magnati dell’industria, oltre che da una nuova ondata di dirigenti del settore delle criptovalute, dell’intelligenza artificiale e del gioco d’azzardo online. In questo ciclo elettorale, ad esempio, Elon Musk ha già donato oltre 90 milioni di dollari, mentre il presidente di OpenAI Greg Brockman ha elargito 50 milioni. Pure la piattaforma Crypto.com ha finanziato il partito di Trump per 38,6 milioni di dollari.
La vittoria dei dem al Congresso potrebbe portare a un maggior controllo normativo per le imprese dell’AI. Ma più che un improvviso cambio normativo, è più probabile un aumento delle indagini, una revisione dei benefici fiscali e un’analisi dell'impatto delle infrastrutture di AI sulle comunità locali.
Daniel Goshorn, capo dei consulenti investigativi democratici nella Commissione Finanze del Senato, ha dichiarato a Reuters che il partito intende esaminare la tassazione dei data center e la preoccupazione dell’opinione pubblica per l’AI. In particolare, i cittadini temono che l’arrivo di un centro di calcolo vicino a casa possa far aumentare la bolletta della luce, mettere sotto pressione la rete idrica e svalutare la propria abitazione.
«L'intelligenza artificiale è una componente fondamentale della crescita statunitense. Quindi chiunque sia al governo cercherà di ottenere il meglio da entrambi i mondi: sostenere lo sviluppo rispettando al contempo le preoccupazioni relative all'accessibilità economica», ha affermato Seema Shah, chief global strategist di Principal Asset Management a Reuters.
Tuttavia, gli investitori iniziano a preoccuparsi della resilienza del settore. Il boom degli investimenti nell’AI e l'elevato indebitamento dei governi hanno contribuito a far salire i costi di finanziamento ai massimi degli ultimi decenni, mostrando le debolezze del mercato .
Il caso esemplare del malcontento delle persone per le politiche di sviluppo dell’AI e dei data center è il Texas, Stato storicamente repubblicano: i dem hanno strappato sia il seggio del Senato, andato a James Talarico, sia il ruolo di governatore, vinto da Gina Hinojosa che ha sconfitto il rep Greg Abbott. Quest’ultimo era considerato uno dei principali sostenitori dello sviluppo dei data center. Lo Stato della stella solitaria da solo rappresenta quasi un terzo della capacità attualmente disponibile o in fase di costruzione negli Stati Uniti.
«Gli investitori sperano che la retorica contro l'intelligenza artificiale fosse solo una mossa elettorale e che i Democratici si dimostrino più pragmatici una volta al potere. Infatti, il programma del nuovo governatore del Texas non prevede un divieto totale della costruzione di data center, ma piuttosto l'introduzione di norme volte a tutelare i diritti e a limitare i costi aggiuntivi per le famiglie», dichiara Nabil Milali, portfolio manager multi-asset & overlay presso Edmond de Rothschild Am. «L'incertezza dovrebbe quindi persistere nel breve termine, mentre i negoziati tra i giganti del tech e le nuove autorità locali potrebbero portare a potenziali accordi. Tuttavia, con il miglioramento della visibilità, gli investitori dovrebbero ritrovare la propensione al rischio, consentendo agli indici azionari di riprendere il loro trend rialzista».
Le promesse dei dem riguardo le limitazioni alla costruzione dei data center sta colpendo il settore delle infrastrutture per l'AI. Il titolo della società di neocloud CoreWeave è in rosso, così come quello di Nebius e di Oracle. Il risultato delle midterm ha contagiato anche i principali titoli asiatici legati all'AI con SoftBank, uno dei maggiori investitori di OpenAI, che ha archiviato gli scambi a Tokyo in calo del 3,2%. I produttori di chip sudcoreani Sk Hynix e Samsung hanno perso, rispettivamente, lo 0,14% e lo 0,68% a Seul.
Visto che i data center terrestri sembrano non andare bene alla popolazione, il proprietario di SpaceX e Tesla, Elon Musk, ha suggerito di accelerare la costruzione delle infrastrutture per dati orbitali: «I data center nello spazio sembrano piuttosto allettanti in questo momento», è stata la sua provocazione su X. In un successivo post, ha aggiunto che «a quanto pare i miei laser spaziali per interferire con le elezioni non hanno funzionato questa volta». I commenti fanno riferimento ai piani di SpaceX per il lancio di una costellazione di server orbitali alimentati da enormi pannelli solari a partire dal 2027 e che sta investendo massicciamente in AI. (riproduzione riservata)