Electronic Arts lascia Wall Street: il fondo saudita Pif completa il buyout da 55 miliardi di dollari
Electronic Arts lascia Wall Street: il fondo saudita Pif completa il buyout da 55 miliardi di dollari
Il colosso americano dei videogiochi diventa una società privata dopo l’acquisizione da parte del consorzio guidato dal Public Investment Fund dell’Arabia Saudita, con Silver Lake e Affinity Partners di Jared Kushner, genero di Trump

di di Giusy Iorlano 05/08/2026 17:28

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Electronic Arts esce dalla Borsa e passa sotto il controllo del capitale privato. Un consorzio guidato dal Public Investment Fund (Pif) dell’Arabia Saudita, insieme alla società di private equity Silver Lake e ad Affinity Partners, il fondo fondato da Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha perfezionato l’acquisizione da 55 miliardi di dollari.del colosso dei videogiochi.

Con la conclusione dell’operazione, le azioni Electronic Arts sono state ritirate dal Nasdaq: agli azionisti pubblici è stato riconosciuto un corrispettivo in contanti di 210 dollari per azione. La società, nota per franchise globali come EA Sports FC, Battlefield, The Sims e Apex Legends, continuerà però a operare con sede a Redwood City, in California, e sotto la guida dell’amministratore delegato Andrew Wilson.

Un leveraged buyout da record con il debito al centro

L’operazione rappresenta uno dei più rilevanti leveraged buyout mai realizzati nell’industria dell’intrattenimento digitale. Secondo le ricostruzioni finanziarie, il Pif avrebbe investito circa 36 miliardi di dollari di capitale, mentre una quota significativa sarebbe arrivata attraverso un prestito da circa 20 miliardi di dollari concesso da JPMorgan.

La struttura dell’operazione trasferisce sulla società acquisita una parte del peso finanziario dell’acquisizione, elemento che ha alimentato il dibattito tra analisti e investitori. La nuova proprietà punta a sostenere la crescita di lungo periodo, ma dovrà anche garantire una maggiore efficienza operativa per sostenere gli impegni finanziari.

Electronic Arts ha già indicato un piano di riduzione dei costi per circa 700 milioni di dollari annui, con 170 milioni legati all’efficienza organizzativa. Una voce che, secondo alcuni osservatori, potrebbe tradursi in nuovi interventi sul personale dopo una fase di ristrutturazione che ha coinvolto l’intero settore dei videogiochi.

La scommessa del Pif sull’intrattenimento globale

L’acquisizione di Electronic Arts si inserisce nella strategia del fondo sovrano saudita di rafforzare la propria presenza nei settori dello sport, dell’intrattenimento e della tecnologia.

«Intrattenimento e sport rappresentano aree chiave di interesse strategico», ha dichiarato Turqi Alnowaiser, responsabile degli investimenti internazionali del Pif, sottolineando il valore delle proprietà intellettuali e dei franchise sviluppati da EA.

La società americana non rappresenta soltanto un produttore di videogiochi, ma una piattaforma globale con milioni di utenti, accordi con club sportivi, campionati e atleti professionisti. In particolare, il segmento sportivo di Electronic Arts offre una presenza internazionale che si collega alla crescente influenza saudita nel mondo dello sport e degli esports.

Electronic Arts punta alla crescita senza la pressione dei mercati

Per il management, il passaggio al settore privato consentirà maggiore libertà strategica, con la possibilità di pianificare investimenti senza la pressione dei risultati trimestrali di Borsa.

«Entriamo in questo nuovo capitolo da una posizione di forza, affiancati da partner che condividono la nostra visione», ha dichiarato il ceo Andrew Wilson, indicando nell’innovazione e nello sviluppo di nuove esperienze digitali le priorità della nuova fase.

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