Il compagno della ex ministra del Turismo Daniela Santanchè e l’oligarca kazako Andrey Alexandreovich Toporov perdono un altro compagno al tavolo della El Camineto srl, società che controlla l’omonimo noto ristorante e locale nella località montana di Cortina d’Ampezzo (Belluno). È stato infatti appena depositato il nuovo libro soci, che vede la Thor di Dimitri Kunz d’Asburgo, compagno della Santanchè, detenere il 45,43% del capitale della El Camineto e lo stesso Kunz d’Asburgo possedere un altro 9,32% a titolo personale, mentre la Ghs di Toporov ha il restante 45,25%. In pratica i due soci si sono divisi il 5% che fino a poche settimane fa era detenuto dalla Zanklon Capital di Natale Giostra.
L’uscita di Giostra, che segue quella di Flavio Briatore avvenuta alla fine del 2024, è conseguenza del pessimo bilancio del 2025, che si è chiuso con ricavi calati nel giro di un anno da 2,9 milioni a 2,5 milioni di euro e soprattutto con una perdita quasi raddoppiata a 323 mila euro dal passivo di 125 mila euro del precedente esercizio. La nota integrativa spiega che il locale ha un modello di business che «si caratterizza per una forte stagionalità invernale, un posizionamento di fascia alta con rilevante componente food, beverage ed entertainment e una clientela in larga parte abitudinaria, italiana ed internazionale». Sarà, ma intanto i numeri di El Camineto vedono una società gravata da debiti per oltre 3 milioni mentre la liquidità anno su anno è scesa da 521 mila a 387 mila euro.
In occasione dell’assemblea degli azionisti Kunz d’Asburgo ha spiegato che la perdita è dovuta all’impatto negativo sul locale provocato dalle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina svoltesi lo scorso febbraio. Ma ciò non ha convinto il socio di minoranza Zanklon Capital, che ha votato contro perché, come si legge nel verbale, «il bilancio evidenzia una perdita strutturale non adeguatamente analizzata in assenza di un piano industriale prospettico e di qualsiasi organo di controllo indipendente».
Ma il «falò» di perdite non è finito qui, perché dopo l’assemblea di bilancio Kunz d’Asburgo ha presentato ai soci una situazione patrimoniale al 31 marzo 2026 da cui sono emerse perdite per altri 328 mila euro che hanno determinato un patrimonio netto negativo per 464 mila euro.
E così gli azionisti hanno coperto parte del passivo (80 mila euro) mediante riserve, mentre altri 200 mila euro di rosso sono stati ripianati azzerando il capitale per pari importo e successivamente il capitale è stato ricostituito per 200 mila euro con un sovrapprezzo complessivo di 464 mila euro, da liberare per cassa o con compensazione di crediti. Toporov e Kunz d’Asburgo hanno approvato, mentre anche in questo caso Zanklon Capital ha votato contro. E così non ha sottoscritto uscendo dal capitale. (riproduzione riservata)