Il titolo Campari si piazza tra i migliori titoli del listino milanese con un progresso dell’1,7% a 5,47 euro il 4 giugno di riflesso alla corsa (+10,13% a 41,3 euro alla borsa di Parigi) della rivale Remy Cointreau che ha annunciato un piano di rilancio.
Il produttore francese del cognac Remy Martin e del liquore Cointreau ha presentato un piano triennale che punta a un incremento dell'utile operativo di 100 milioni di euro entro il 2028/2029 e al raddoppio delle vendite nel travel retail e nei mercati emergenti.
L'obiettivo, illustrato dal ceo Franck Marilly, porterebbe a un aumento dell'utile operativo del +60%, nonostante la società abbia riportato un calo dell'11,5% dell'utile operativo organico a 165,4 milioni di euro per l'anno fiscale 2025/26 chiuso il 31 marzo a causa dell'aumento del costo della vita e dei dazi negli Stati Uniti e in Cina, i suoi due mercati principali, e abbia tagliato il dividendo da 1,50 a 0,75 euro per azione (rendimento del 2,2%).
Ora la strategia del gruppo si concentra sul riposizionamento dei prodotti. In particolare, conta di lanciare una versione più accessibile di Remy Martin negli Stati Uniti a partire dal primo trimestre dell'esercizio finanziario 2027-2028, di espandersi in nuovi canali come i convenience store. In più l’azienda vuole focalizzarsi sui formati più piccoli, potenziare i marchi diversi dal cognac e lanciare una divisione dedicata ai mercati emergenti per intercettare la crescita in aree come l'India e il Brasile.
«La creazione di una nuova entità dedicata ai mercati emergenti dovrebbe consentire di accelerare in modo sostanziale il nostro sviluppo in queste regioni e supporta la nostra ambizione di raddoppiare le nostre vendite in tali aree entro tre anni», ha spiegato l’ad Marilly, non escludendo una revisione del portafoglio di asset, in quanto «non esistono vacche sacre».
Comunque, l’utile operativo annuale di Remy è risultato leggermente superiore alle previsioni degli analisti, che si attendevano un calo del 12,8%, sostenuto dalle vendite solide nelle Americhe per alcuni dei suoi marchi più costosi. Per l'esercizio in corso l'azienda punta solo a un lieve miglioramento del margine operativo lordo e a un ritorno alla crescita organica delle vendite.
L'anno scorso le vendite sono cresciute solo dello 0,2% e il produttore di Remy Martin ha dovuto ritirare le sue previsioni a lungo termine, attribuendo la colpa alle politiche tariffarie di Stati Uniti e Cina, che hanno danneggiato la domanda. L'azienda conta di pubblicare gli obiettivi a medio termine il prossimo 25 novembre, insieme ai risultati del primo semestre.
Remy e i concorrenti come Campari, Pernod Ricard, Diageo e Lvmh stanno affrontando anche l’impatto del conflitto in Medio Oriente, che minaccia di frenare la domanda, poiché l'aumento dei prezzi del carburante e le interruzioni della catena di approvvigionamento spingono i consumatori a ridurre le spese. Le aziende produttrici di alcolici stanno lottando contro un calo dei consumi, in parte dovuto all'aumento del costo dei beni di prima necessità e alla tendenza verso uno stile di vita più sano.
«I risultati dell’esercizio 2025/26 di Remy Cointreau sono stati sostanzialmente in linea con gli obiettivi prefissati, ma il piano di risanamento è più rilevante dei numeri stessi», commenta AlphaValue. «Al tempo stesso, evidenzia una sfida cruciale: Rémy dovrà aumentare i volumi di vendita, ampliare la presenza nei punti vendita e adottare formati più flessibili, preservando nel contempo il valore e il posizionamento premium del proprio portafoglio di Cognac».
AlphaValue ha un rating add e un target price a 49,1 euro su Remy, lo stesso giudizio che ha su Campari (target price a 6,98 euro). All’interno del settore beverage preferisce Diageo (buy e target price a 2.421 pence): la posizione di leadership globale e l’ampia gamma di prodotti collocano il gruppo britannico in un circolo virtuoso di rafforzamento del brand, elemento chiave per garantire una redditività superiore alla media (Roce, rendimento sul capitale investito, del +12%) e una crescita sostenuta.
In più Diageo offre un mix di portafoglio da «best-in-class», diversificazione geografica e ampiezza dell’offerta: grazie alla sua presenza globale e alla varietà delle categorie di alcolici, Diageo è attiva su tutti i principali segmenti del mercato. Al contempo, «la politica di allocazione del capitale è particolarmente attraente: i margini più elevati del settore, uniti all’efficienza nella conversione della cassa, fanno di Diageo la società del comparto spirits che ha maggiormente remunerato gli azionisti (il rendimento del divididendo 2026 sfiora il 6%, ndr)», rammenta il broker.
AlphaValue punta anche su Pernod Ricard (buy e target price a 106) che genera il 43% delle proprie vendite in Asia, la regione trainante per il settore degli spirits, grazie a dinamiche demografiche favorevoli e a un forte processo di premiumisation. Inoltre, la scommessa sullo sfruttamento dei dati, attraverso la «Conviviality Platform» lanciata durante l’ultimo Capital Markets Day, contribuirà ad aumentare il pricing power, accelerare la crescita dei brand di fascia alta e migliorare l’efficacia del portafoglio della società francese, sempre più posizionata nel segmento dei «dark spirits», che presenta elevate barriere all’ingresso e il maggior potenziale di premiumisation.
Nel caso del gruppo italiano Campari si rammenta che il 3 giugno il Gruppo Disaronno ha perfezionato l’acquisizione del 100% di Amaro Averna e Zedda Piras da Campari. Tutti i dipendenti degli 11 siti produttivi situati in Sicilia e Sardegna saranno assorbiti dal Gruppo Disaronno
La cessione era stata annunciata lo scorso dicembre 2025, con il completamento dell’operazione previsto entro la prima metà di quest’anno. Le previsioni di Campari per l’esercizio 2026 includono un effetto perimetro negativo pari a 70 milioni di euro sui ricavi e pari a 30 milioni sull’ebit rettificato. Gli impatti derivanti dalla cessione sono già incorporati nelle stime degli analisti per il periodo 2026-2028. (riproduzione riservata)