Benetton, il ramo Giuliana lascia la holding: accordo in famiglia sul recesso da 3,5 miliardi di euro. In quattro anni l’uscita da Edizione
Benetton, il ramo Giuliana lascia la holding: accordo in famiglia sul recesso da 3,5 miliardi di euro. In quattro anni l’uscita da Edizione
Grazie ai flussi cedolari verrà pagato in contanti il 50% dei 3,5 miliardi dovuti. La parte restante arriverà invece dalla cessione di quote di partecipazioni non strategiche (Generali, Mps e Cellnex), Avolta ed immobili

di di Andrea Deugeni 21/07/2026 00:30

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Il presidente di Edizione, Alessandro Benetton, distribuisce su quattro anni il recesso da 3,5 miliardi di euro nella holding di famiglia con il ramo Evoluzione, ovvero con la zia Giuliana e i quattro cugini Paola, Franca, Daniela e Carlo, ed evita che il recesso si traduca in una vendita forzata delle partecipazioni più pregiate della cassaforte nordestina.

L'accordo con i family office e la tutela degli asset

Secondo quanto MF-Milano Finanza è in grado di anticipare, dopo settimane di trattative Edizione ha raggiunto l'accordo con i family office Evoluzione 1 (Paola), Evoluzione 2 (Franca), Evoluzione 4 (Daniela) e Evoluzione 11 (Carlo) per liquidare quella parte di famiglia che, dopo la riforma della governance del 2024, ha voluto ricevere in gestione la propria parte di patrimonio.

L’intesa preserva integralmente il controllo degli asset strategici in capo alla holding da 14 miliardi di valore e che investe nelle concessioni autostradali e aeroportuali (Mundys), travel retail (Avolta), asset management (21 Next), abbigliamento (Benetton Group) e nella finanza (Generali, Mps e Cellnex).

La struttura finanziaria e il piano di liquidazione

Resta invariata la partecipazione del 57% in Mundys, considerata il fulcro del portafoglio e che rappresenta la maggior parte del nav del gruppo, così come il 55% in 21 Next. La liquidazione è stata organizzata attraverso un mix di flussi di cassa e trasferimenti di asset, senza ricorrere a nuovo debito bancario e sfruttando la flessibilità patrimoniale di una holding che continua a non avere indebitamento.
 

La struttura dell'intesa prevede che il 50% del valore spettante ai soci uscenti venga corrisposto nell'arco di quattro anni, fino al 30 giugno 2030, attraverso i flussi di cassa generati annualmente dai dividendi che arrivano a monte dal portafoglio di investimenti di Edizione.
 

Il restante 50% sarà invece rappresentato prevalentemente da azioni quotate (il 22,7% di Avolta, il 4,8 % di Generali, l’1,45% di Montepaschi e il 10% di Cellnex) valorizzate al prezzo di perfezionamento dell'operazione, oltre a una quota residuale derivante dalla valorizzazione degli asset non core, in particolare quelli immobiliari.

Flessibilità e opzioni sulle partecipazioni quotate

Un elemento di flessibilità riguarda proprio le partecipazioni quotate. Edizione si è riservata infatti la facoltà, entro la fine del 2026 e contestualmente all’approvazione del nuovo piano industriale, di decidere quali titoli trasferire materialmente al ramo uscente e quali invece mantenere in portafoglio, riconoscendo in questo caso ai beneficiari un corrispettivo monetario equivalente al valore di mercato delle azioni. Una scelta che consentirà di calibrare il portafoglio in funzione delle esigenze strategiche e delle condizioni di mercato.
 

La decisione appare particolarmente rilevante per alcune partecipazioni. Generali rappresenta una delle principali fonti di dividendi della holding e la sua eventuale conservazione contribuirebbe ad alimentare i flussi necessari per finanziare le rate della liquidazione. Anche Avolta è considerata un asset strategico, mentre sul dossier Mps il timing potrebbe dipendere dall'evoluzione dell'opas lanciata da Intesa Sanpaolo.
 

Sullo sfondo rimane inoltre l'accelerazione del processo di valorizzazione degli asset non core, soprattutto immobiliari, destinati a contribuire alla copertura della quota residua dell'accordo.

L'intesa con il ramo Evoluzione è stata preceduta a gennaio da un accordo fra i tre rami rimasti nella holdingRicerca, riconducibile a Luciano e Alessandro Benetton, Regia, che fa capo agli eredi di Gilberto Benetton, e Proposta, riferibile agli eredi di Carlo Benetton – per rinunciare in via irrevocabile all'esercizio del diritto di recesso previsto dalla nuova governance.
 

L'accordo ha previsto un meccanismo di consultazione preventiva per le nomine di competenza dei tre rami nel cda, compresa quella dell'amministratore delegato, in occasione dei rinnovi ordinari del board, il primo dei quali è previsto nel giugno 2028.

Il risultato è una governance blindata che, anche dopo l'uscita del ramo Evoluzione, garantisce continuità nella gestione e nella strategia della holding, eliminando il rischio che il nuovo diritto di recesso possa incidere sugli equilibri di controllo di Edizione. (riproduzione riservata)