Ai nastri di partenza il primo fondo della galassia 21 Next, la piattaforma dell’alternative asset management con focus sui private market creata a dicembre da Edizione (la holding della famiglia Benetton), 21 Invest (la società di private equity fondata da Alessandro Benetton) e Tages.
Formalmente il nuovo veicolo Tages Infra-Plus, che faceva già parte dei piani di diversificazione della sgr varati un anno fa, verrà lanciato dal gruppo fondato da Umberto Quadrino e Panfilo Tarantelli per confluire poi in 21 Next a giugno, quando presumibilmente, terminata l’istruttoria della Banca d’Italia, verrà siglato il closing fra la holding dei Benetton e le altre due sgr.
Infra-Plus sarà dunque la prima iniziativa che 21 Next terrà a battesimo. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il prospetto è già stato depositato in Consob e prospetto è già stato depositato in Consob e fra qualche settimana dovrebbe partire la commercializzazione per terminare la prima chiusura della raccolta sempre prima dell’estate.
Il fondo sarà guidato dall’ex F2i Carlo Michelini, che è arrivato in Tages un anno fa e sta dialogando da qualche mese con gli investitori storici del gruppo, tra cui alcuni sono già passati alla fase di diligence. La data effettiva del lancio dipenderà anche dai meccanismi decisionali interni degli investitori istituzionali, come casse previdenziali e fondazioni bancarie, che hanno rigide procedure di approvazione.
Il veicolo investirà nel settore delle infrastrutture, ma con un taglio particolare. Il focus infatti sarà su in tutta la filiera del valore aggiunto, come fornitori di servizi, società di manutenzione e operatori tecnologici, per ricavare un rendimento un po’ più alto di quelli che normalmente vengono realizzati dagli altri fondi Tages, i quali hanno un Irr dell’8-10%.
Inoltre il fondo sarà generalizzato, punterà cioè sulle infrastrutture ma trasversalmente: dunque trasporti (mobilità locale), economia circolare (acqua), infrastrutture socio-sanitarie (telemedicina e ambulatori), energia e servizi ict (come data center e reti locali di fibra ottica).
Verranno prese in considerazione aziende del mid market da 10-20 milioni di ebitda operanti anche in progetti greenfield con rischio maggiore. Il ticket d’investimento sarà di circa 50 milioni di euro per entrare in imprese (70% in Italia e il restante 30% in Europa) di cui rilevare la maggioranza, riservando una minoranza all’imprenditore fondatore, a cui affiancare un management specializzato (compresa la nomina del ceo).
La strategia è value-added: le aziende verranno fatte crescere attraverso acquisizioni od ottimizzazione dei costi con prospettiva di exit a sei anni. C’è già una pipeline di investimenti con potenziali target. Si parla di 6-7 dossier sul tavolo, uno di quali in fase avanzata nella settore della mobilità.
Edizione - che per il progetto 21 Next fortemente voluto ha messo a disposizione 500 milioni di euro di seeding - parteciperà al nuovo fondo con 85 milioni. (riproduzione riservata)