C’è un nuovo potenziale azionista di rilievo delle Generali, compagnia ora al centro del risiko bancario per l’opas di Intesa Sanpaolo lanciata sull’asse Mps-Mediobanca. Un nuovo potenziale socio che non è però la banca guidata da Carlo Messina, ma i figli di Giuliana Benetton, la secondogenita (89 anni) dei quattro fratelli fondatori del gruppo dei maglioncini colorati.
Nati dall’unione della storica anima creativa di Benetton Group con l’imprenditore trevigiano Fioravante Bertagnin, sono, in ordine di età: Paola, Franca, Daniela e Carlo.
Se a fine anno Edizione, la holding della famiglia Benetton da cui il quarto ramo afferente a Giuliana (gli altri tre rami sono quelli di Luciano, Gilberto e Carlo) ha appena fatto le valigie, non deciderà di liquidare cash i pacchetti delle quotate che ha in portafoglio, i figli di Giuliana si ritroveranno in tasca 4,7 milioni di titoli Generali, equivalente allo 0,3% del Leone. Ai prezzi attuali la quota, che ogni anno paga anche generosi dividendi, vale oltre 200 milioni di euro. Conseguentemente la cassaforte di Ponzano Veneto scenderebbe dall’attuale 4,86% al 4,56% della compagnia triestina.
Secondo quanto viene riportato nel progetto di scissione di Edizione approvato il 14 luglio e di cui MF-Milano Finanza ha preso visione, lo stesso ragionamento verrà fatto anche per le partecipazioni in Avolta (il colosso globale della ristorazione e dei duty free quotato alla borsa di Zurigo, di cui Edizione ha il 22,77%), in Cellnex (la tower company spagnola dove i Benetton sono al 10,25%) e in Mps (la banca toscana dove la holding nordestina ha l’1,45%).
In basi agli accordi presi fra Edizione e i quattro esponenti della seconda generazione - ognuno a capo di un proprio veicolo societario: Evoluzione 1 (Paola), Evoluzione 2 (Franca), Evoluzione 4 (Daniela) ed Evoluzione 11 (Carlo) - il ramo riceverà anche l’1,47% di Avolta (2 milioni di titoli) che ai prezzi di venerdì 24 luglio valeva oltre 104 milioni, lo 0,6% di Cellnex (4,3 milioni di titoli) che vale 112 milioni e lo 0,09% di Mps (2,7 milioni di azioni) del valore di quasi 32 milioni. Essendo Mps finita sotto scalata da parte di Intesa, il documento spiega che al posto delle azioni di Rocca Salimbeni la holding nordestina potrebbe anche consegnare i titoli della prima banca italiana.
Con una procura generale, Giuliana Benetton - in quanto titolare di usufrutto sulla maggioranza delle quote dei quattro veicoli a monte di Edizione date in nuda proprietà ai figli - ha demandato il commercialista di Treviso Sante Casonato di gestire la spartizione del patrimonio.
Ma nel progetto, a pagina 2, c’è scritto che «secondo quanto rappresentato dalla comune usufruttuaria Giuliana Benetton e dai rispettivi nudi proprietari Paola Bertagnin Benetton, Franca Bertagnin Benetton, Daniela Bertagnin Benetton e Carlo Bertagnin Benetton, i predetti diritti di usufrutto sono in corso di estinzione». Un passaggio fatto probabilmente anche per esigenze di ottimizzazione fiscale.
A fine 2025 il valore di Edizione (nav) è stato quantificato in 14,1 miliardi. All’intero del ramo Giuliana, dunque, andrà un patrimonio di oltre 3,5 miliardi (quasi 900 milioni per ognuno dei quattro fratelli Bertagnin Benetton), da liquidare in base agli accordi per il 50% in contanti (dilazionato in quattro anni) e per un altro 50% in pacchetti azionari del portafoglio partecipate, per un controvalore complessivo di 1,75 miliardi.
Da dove arriveranno questi soldi? Accanto alle partecipazioni quotate, la holding di Ponzano Veneto ha messo sul tavolo della seconda generazione anche il 6,25% di Edizione Property (la società immobiliare del gruppo), il 6,25% di Schema Eta che sta a monte di Benetton Group, il 6,25% di Schema Epsilon che controlla il business agricolo della famiglia (Maccarese e i possedimenti in Argentina), più le quote dei fondi di private equity dei fondi di private equity detenuti da Edizione, comprensive degli impegni di capitale ancora da richiamare (outstanding commitment).
Tra i fondi figurano 21 Investment III, 21 Invest Italy IV, 21 Centrale Partner V, 21 Invest France VI, Rhodium della galassia 21 Invest, Bdt Capital Partners Fund IV, Bdt Peak Holdings-Promach, Bdt Europe Fund-Ima e Builders I e Builders II invece di matrice americana, per un commitment complessivo di oltre 180 milioni di euro, di cui circa 20,7 milioni ancora da versare.
Il progetto prevede inoltre che le holding Evoluzione partecipino anche ai futuri investimenti della piattaforma 21 Next - la nuova gamba di asset management appena lanciata da Edizione - ricevendo una quota del 6,25% dei commitment relativi ai cosiddetti «Fondi Futuri», tra cui Tages Infra Plus, il fondo 21 Healthcare e 21 Panauropeo. Il compendio comprende anche 7,8 milioni di liquidità, che possono salire fino a 15,4 milioni qualora la scissione fosse perfezionata prima dell'approvazione del bilancio 2026, nella primavera del prossimo anno. (riproduzione riservata)