Edison ed Edf mettono il turbo al nuovo nucleare: piano da oltre 10 miliardi per dieci mini reattori
Edison ed Edf mettono il turbo al nuovo nucleare: piano da oltre 10 miliardi per dieci mini reattori
Partnership paritetica Italia-Francia con Edf per sviluppare la tecnologia dei piccoli reattori modulari. La prima serie di Smr da 400 Mw sarà realizzata a partire dal 2030 in cinque Paesi europei. Edison punta ad avere il primo impianto italiano operativo entro il 2035

di Nicola Carosielli 18/09/2026 12:00

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Edison, Edf e Nuward accelerano sul nuovo nucleare europeo e mettono sul tavolo un programma industriale da decine di miliardi di euro per la realizzazione dei primi 10 reattori modulari Nuward. È questo il perimetro finanziario della prima fase del progetto presentato dalle tre società, che punta a costruire una filiera europea dello Small Modular Reactor con una forte partecipazione dell'industria italiana.

L'iniziativa prevede una partnership paritetica tra Italia e Francia, estendibile ad altri Paesi europei, per sviluppare e commercializzare la tecnologia Nuward sui mercati europeo e internazionale, con particolare attenzione a Italia e Francia. Per Edison, la più antica società energetica europea, il progetto rappresenta anche un posizionamento diretto nel nuovo nucleare italiano, con l'ambizione di svolgere il ruolo di investitore, operatore e aggregatore di consorzi per la realizzazione degli impianti.

Edf porta nel progetto l'esperienza di un gruppo che ha progettato, realizzato e gestisce 66 reattori nucleari in Francia e nel resto del mondo. Nuward, società del gruppo Edf dedicata allo sviluppo e alla commercializzazione della tecnologia Smr, sarà invece il veicolo attraverso cui verrà sviluppata la partnership.

Un programma da decine di miliardi

Il cuore dell'operazione è una prima serie di 10 impianti Nuward, la cui costruzione è prevista a partire dal 2030. Il programma, secondo quanto emerso nell'incontro con Edison in occasione della presentazione dell'accordo, implica un ordine di grandezza di decine di miliardi di euro di investimenti. Un impegno che dà la misura della scala industriale a cui punta il progetto: non un singolo impianto dimostrativo, ma una prima serie di reattori destinata a creare una capacità produttiva europea e a mettere a terra una filiera in grado di replicare la tecnologia.

La prima serie dovrebbe coinvolgere Francia, Italia, Polonia, Belgio e Finlandia. Il primo impianto è in fase di valutazione in Francia, mentre l'Italia potrebbe partecipare alla realizzazione dei primi reattori negli altri Paesi europei, accumulando così esperienza industriale in vista dello sviluppo nazionale. L'obiettivo indicato da Edison è avere il primo Nuward Smr operativo in Italia entro il 2035.

La tecnologia è un reattore modulare da 400 MWe ad acqua pressurizzata, basato su una tecnologia di terza generazione avanzata. La configurazione consente di produrre sia elettricità sia calore, aprendo a un utilizzo anche presso distretti industriali, poli chimici, aree portuali, reti di teleriscaldamento e grandi data center.

Secondo Edison, un impianto in Italia potrebbe produrre elettricità su una scala comparabile ai consumi di oltre un milione di famiglie, affiancandola con calore a basse emissioni destinato a sostituire una parte del gas utilizzato dall'industria.

La filiera italiana

È proprio sulla costruzione di una filiera europea, con un ruolo significativo dell'industria italiana, che si concentra una parte rilevante della partnership. Le aziende italiane saranno coinvolte fin dalle fasi di sviluppo del prodotto, nella progettazione dei moduli e dei componenti e nella preparazione della futura produzione in serie, fino all'industrializzazione e alla realizzazione degli impianti.

Nel caso del programma italiano, il contributo della filiera nazionale sarebbe ancora maggiore per le attività legate ai siti, alla costruzione, all'integrazione e ai servizi locali. L'obiettivo è quindi trasformare le competenze già presenti nell'industria nucleare italiana in una catena del valore strutturata, capace di partecipare non solo al mercato nazionale ma anche al programma europeo e internazionale.

Le potenzialità economiche sono state stimate da The European House Ambrosetti in uno studio del settembre 2024. In uno scenario con circa 6,8 GW di nuovo nucleare in Italia al 2050, pari a 20 impianti e a circa il 10% della domanda elettrica, il mercato potenziale potrebbe arrivare a 46 miliardi di euro, con 14,8 miliardi di valore aggiunto attivabile. Considerando gli effetti indiretti e indotti, l'impatto complessivo per il sistema-Paese è stimato in 50,3 miliardi di euro e 117 mila nuovi posti di lavoro.

Il ruolo di Edison

Per Edison il progetto si inserisce nel percorso di sviluppo del nuovo nucleare in Italia, in un sistema energetico destinato a combinare generazione nucleare e rinnovabili. Il Pniec prevede infatti che il nucleare possa arrivare a coprire tra l'11% e il 22% della domanda elettrica italiana al 2050.

Il Nuward è pensato per offrire una produzione programmabile e a basse emissioni, complementare all'intermittenza delle fonti rinnovabili, oltre a ridurre la dipendenza dal gas. Il progetto prevede inoltre sistemi di sicurezza attivi e passivi, un ridotto consumo di suolo e un fabbisogno contenuto di acqua.

La tecnologia potrà utilizzare anche combustibile Mox, ottenuto dal riciclo del combustibile nucleare usato. Intanto Edf e Nuward stanno portando avanti una Joint Early Review con otto autorità di sicurezza europee, con l'obiettivo di integrare già nelle prime fasi del progetto gli standard dei diversi Paesi e accelerare il successivo processo di licensing.

L'accordo formalizza un percorso avviato a giugno, quando Edison, Edf, Nuward e alcuni dei principali operatori della filiera italiana avevano firmato una Dichiarazione di Interesse per partecipare allo sviluppo del Nuward Smr e alla sua diffusione in Italia, Francia e nel resto d'Europa. (riproduzione riservata)