Ecofin, accordo sulla vigilanza dei mercati entro ottobre. Attesa per il nuovo presidente dell’Autorità europea sui mercati
Ecofin, accordo sulla vigilanza dei mercati entro ottobre. Attesa per il nuovo presidente dell’Autorità europea sui mercati
I ministri dell’Economia dei 27 Paesi europei puntano a centralizzare la supervisione dei mercati finanziari, per rafforzare l'attrattività della piazza europea e il ruolo globale dell'euro

di Silvia Valente 10/07/2026 17:27

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I ministri dell’Economia e delle Finanze dei 27 Paesi europei si sono impegnati a trovare un accordo sulla vigilanza comune sui mercati entro ottobre.

Ci sono molti aspetti, anche fondamentali, ancora non risolti, ma i 27 dell’Ecofin stanno cercando di far prevalere in questa fase l'interesse politico generale a trovare un accordo sulla centralizzazione a livello europeo, benché parziale, della supervisione dei mercati. Questo perché è ormai diffusa la consapevolezza che la partita della supervisione dei mercati finanziari può costituire la leva per far crescere l’attrattività della piazza europea nel suo complesso, ridurre la spinta all'emigrazione dei capitali e delle imprese che cercano altrove fonti efficaci di finanziamento (in primis gli Stati Uniti) e rafforzare il ruolo globale dell'euro. Partita economica quanto geopolitica.

Tra le questioni aperte i criteri per stabilire quali sedi di negoziazione devono essere vigilate centralmente; quali competenze sugli asset manager; le relazioni tra autorità centrale Esma e autorità nazionali; la responsabilità sugli effetti finanziari delle decisioni di supervisione Ue. Tutti aspetti sensibilissimi che chiamano in causa il livello di sovranità condivisibile a livello europeo a detrimento della sfera di azione nazionale.

Il cambio al vertice dell’Esma

Sempre entro ottobre andrà presa una nuova decisione con protagonista l’Esma: va trovato il nuovo presidente che subentri all’attuale numero uno dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, Verena Ross.

Per la designazione al vertice Esma - sulla quale deciderà il Consiglio europeo e vi sarà il vaglio dell'Europarlamento - i candidati sono due: l'italiano Carlo Comporti, commissario Consob e titolare di diversi incarichi europei, e Karen Dortea Abelskov, ex vice direttore generale dell’Organo di vigilanza danese Fsa, ora con l'incarico di segretario di Stato del ministero dell'Industria.

L’Italia è ovviamente schierata a favore di Comporti, che ha tutte le carte in regola. Per di più, negli ultimi tempi all'Italia prima è stata negata la fissazione della sede dell'Antiriciclaggio, l'Amla, anche se alla presidenza di questa è poi stata nominata, per merito comparativo, dopo una rigorosa selezione, l'italiana Bruna Szego. Poi si è del pari esclusa l'Italia come sede dell'Authority europea delle Dogane, che sembrava invece acquisita, e si è preferita la Francia. Per il Tribunale federale dei brevetti si è conseguita un'intesa solo parziale individuando Milano come sede di una divisione, mentre il Tribunale è allocato a San Gallo. In Italia è finora insediata una sola Autorità comunitaria, quella per la sicurezza alimentare, a Parma. Resta da capire se l’Italia riuscirà a conquistare questo ruolo di rilievo a livello europeo. (riproduzione riservata)