Ecobonus, cosa cambia dal 2027: dagli infissi alle pompe di calore come funzionano le nuove detrazioni per la casa
Ecobonus, cosa cambia dal 2027: dagli infissi alle pompe di calore come funzionano le nuove detrazioni per la casa
Cappotto termico, pannelli solari, infissi e non solo: ecco tutti i lavori ammessi alla detrazione fiscale

di Raffaele Crocitti 04/11/2026 12:58

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La manovra 2027 salva a metà l’Ecobonus. Sono state confermate le detrazioni al 50% per la prima casa e del 36% sugli altri immobili relative alle spese per l’efficientamento energetico. Senza un apposito intervento, nel 2027 tali aliquote sarebbero scese rispettivamente al 36% e al 30%.

Gli sconti del 50% e del 36% si applicano a spese complessive entro 96 mila euro e sono detrazioni, quindi verranno sottratte direttamente dall’imposta da pagare, non dalla base imponibile. La detrazione sarà spalmata su dieci anni e varrà nel limite della capacità dell’imposta lorda di quell’anno. Per fare un esempio, se la rata annuale da scontare è 4.000 euro ma l’imposta lorda di un certo anno ammonta a 3.200 euro, gli 800 euro in eccesso non saranno riportabili a sconto in annualità successive: verranno, in un certo senso, persi.

Per quanto riguarda i lavori condominiali invece il tetto di spesa massimo verrà calcolato moltiplicando 40 mila euro al numero di unità abitative dello stabile.

Nel testo presentato al Parlamento invece non compare il paventato super sconto del 65% sugli interventi green. La sua introduzione comunque non è del tutto esclusa: dipenderà dai margini di flessibilità finanziaria concessi dall’Ue all’Italia. Per ora però, come detto, non è previsto in manovra. 

Per quali interventi si applicherà la detrazione dell’Ecobonus? La manovra fa un elenco puntuale delle misure coperte dallo sconto fiscale:

  • Cappotto termico che riguardi più di un quarto della superficie esterna dell’immobile;
  • Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda;
  • Sostituzione degli impianti di riscaldamento con sistemi di caldaie a condensazione (che recuperano i fumi di scarico, normalmente dispersi nell’ambiente dalle caldaie tradizionali) che rispettino elevati livelli di efficienza o con pompe di calore;
  • Sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore;
  • Sostituzione di finestre con infissi a bassa trasmissione termica;
  • Installazione di schermature solari che, soprattutto in estate, bloccano in maniera automatica il calore esterno lasciando filtrare i raggi solari per evitare il surriscaldamento domestico;
  • L’acquisto di micro-cogeneratori, che producono contemporaneamente da un’unica fonte energia elettrica e calore;
  • Impianti di riscaldamento alimentati con biomasse combustibili;
  • Spese per l’installazione di dispositivi digitali per il controllo da remoto dei sistemi di condizionamento (riproduzione riservata)