Ecco come ridurre i rischi in portafoglio con il dollaro debole secondo Indosuez Wm
Ecco come ridurre i rischi in portafoglio con il dollaro debole secondo Indosuez Wm
Per gli strategist della società gli Stati Uniti sono ancora attraenti, ma bisogna fare molta attenzione alla valuta. Occhi puntati sugli emergenti

di Marco Capponi 10/02/2026 10:59

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Euro/Dollaro
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Spread
61,21 13.17.00

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La priorità assoluta per un investitore in euro di qui ai prossimi mesi? «Mitigare il rischio dollaro in portafoglio». Così Andrea Germani, head of markets & investment solutions in Italia, e Alexandre Drabowicz, global chief investment officer di Indosuez Wealth Management (gruppo Crédit Agricole) gettano le basi della costruzione di un portafoglio per investitori europei da costruire nella fase di mercato attuale.

Con un’avvertenza: «Rimaniamo positivi sugli Usa, ma oggi più che mai è essenziale diversificare, soprattutto tramite mercati emergenti e mid-small cap».

Il nodo AI nei portafogli azionari

Per quanto riguarda la tecnologia americana, secondo gli strategist il vero problema, più che il rischio bolla, è la «circolarità degli investimenti». Di fatto, tutte le società del mondo AI sono così intrecciate tra loro che un deragliamento di una sola di esse potrebbe creare effettiva a cascata pericolosi.

Tuttavia, «siamo solo all’inizio di un super ciclo di investimenti», precisano gli esperti. «Il capex (spese in conto capitale, ndr) è a livelli mai visti, ma per ora ci sono anche profittabilità, margini e poco indebitamento». Per questo motivo il tech Usa non andrebbe escluso del tutto, ma anche per via del dollaro debole il rischio andrebbe mitigato con alternative all’infuori del Nasdaq. Come l’Asia, dove «la Cina sta trainando l’ecosistema AI e la liquidità non è mai stata così alta». 

Azioni: le opportunità nei mercati emergenti

Ecco perché, nel portafoglio tipo di Indosuez Wm, il peso maggiore (relativamente alla dimensione negli indici) viene attribuito proprio ai mercati emergenti, sia a livello azionario che nell’obbligazionario in valuta locale, che può trarre beneficio anche dalla debolezza del dollaro.

Per il resto della parte azionaria, occhi puntati sulle mid e small cap, specialmente europee, in ottica di diversificazione (anche dal rischio dollaro), su una parte di piccole capitalizzazioni americani e sul fattore value europeo, cioè i titoli sottovalutati. 

Bond: meno governativi e più credito

Per quanto riguarda la parte obbligazionaria del portafoglio, oltre ai bond emergenti gli strategist guardano con attenzione alla parte del credito, sia investment grade (alto merito creditizio) sia high yield (maggiore rischio default), ma sempre in euro per annullare l’effetto cambio.

«È infatti in atto un dilemma», specificano gli esperti. «Siamo in presenza di un regime di de-dollarizzazione o di un nuovo ordine monetario». In entrambi i casi, i rischi di indebolimento della valuta americana sono alti, e «non è detto che il biglietto verdi resti indispensabile come in passato». 

Nonostante ciò, oggi gli strategist di Indosuez Wm non sono molto interessati alla parte governativa in euro, preferendo «il segmento corporate per il carry», cioè il rendimento che deriva dal portare i bond alla scadenza senza venderli. «Preferiamo evitare le scadenze lunghe nella parte governativa», concludono Germani e Drabowicz. (riproduzione riservata)