Ecco perché gli investitori stanno diversificando fuori dagli Usa. A quali settori guardare adesso secondo Robeco
Ecco perché gli investitori stanno diversificando fuori dagli Usa. A quali settori guardare adesso secondo Robeco
Con la transizione in corso nel mercato azionario, bisogna valutare se i premi al rischio negli Stati Uniti siano ancora giustificati. Le valutazioni attuali dell’S&P 500 presuppongono una crescita dell’economia americana del 2,9% nei prossimi cinque anni

di Giulia Venini 30/06/2026 10:43

Ftse Mib
51.682,04 12.20.00

+1,01%

Dax 30
24.957,98 12.19.42

+1,34%

Dow Jones
52.182,74 11.58.30

+0,59%

Nasdaq
25.820,14 7.25.15

+2,07%

Euro/Dollaro
1,1397 12.04.37

-0,25%

Spread
71,61 12.34.52

-1,46

Per quasi quindici anni la ricetta per il successo finanziario è stata basata sull’azionario statunitense, specialmente sui giganti growth a grande capitalizzazione. Secondo un’analisi di Peter van der Welle, strategist di Robeco, il trend si sta però modificando.

Il mercato è in una fase di transizione, temi come la sicurezza delle supply chain, la sostenibilità fiscale e la geopolitica sono tornati al centro del dibattito. Sebbene gli Stati Uniti restino il mercato fondamentale e il leader negli investimenti sull’AI, gli investitori iniziano a chiedersi se i premi al rischio attuali siano ancora giustificati.

Un equilibrio sempre più fragile

La sovraperformance degli Usa è oggi legata a tre condizioni specifiche e difficili da mantenere simultaneamente: un’accelerazione costante della produttività, una disinflazione che permetta tassi bassi nonostante gli elevati deficit fiscali e il mantenimento del «privilegio esorbitante» del dollaro nelle preferenze del capitale globale.

Secondo Robeco la probabilità che tutte queste condizioni si realizzino insieme è tra il 60% e il 70%, lasciando spazio a un «rischio di coda» significativo che non può essere ignorato. Inoltre, le valutazioni attuali dell’S&P 500 presuppongono una crescita dell’economia statunitense del 2,9% nei prossimi cinque anni, superiore alle stime di lungo periodo e dunque difficile da soddisfare.

La diversificazione come gestione del rischio

La diversificazione deve dunque essere vista come un esercizio di gestione del rischio. Invece di dipendere da un numero ristretto di titoli costosi, gli investitori dovrebbero guardare a comparti che mostrano segnali di ripresa e valutazioni convenienti, tra cui i mercati emergenti, le small cap, titoli difensivi e di value

Un esempio è il segmento coreano o l’oro, dove anche piccoli flussi in uscita dagli Usa possono produrre effetti di rendimento molto positivi a causa delle dimensioni ridotte di questi mercati.

Le incognite del dollaro per l’investitore europeo

Chi decide di ridurre la propria esposizione agli Stati Uniti deve riflettere però sulla gestione del cambio. Per un investitore con base in euro, Robeco suggerisce che una copertura ottimale dell’azionario sia intorno al 30%. Il rischio principale per il biglietto verde non è tanto la concorrenza con le altre valute, quanto un’erosione interna causata dal dominio fiscale e dalla ridotta capacità dei Treasury di offrire protezione durante le crisi. (riproduzione riservata)