Ecco come la stretta alle rivalutazioni colpisce oltre 3,5 milioni di pensionati
Ecco come la stretta alle rivalutazioni colpisce oltre 3,5 milioni di pensionati
La premier Meloni ha deciso di tornare su suoi passi per recuperare una fetta delle risorse necessarie a soddisfare almeno in parte le pressanti richieste della maggioranza che da tempo guarda all’avvicinarsi della prossima tornata elettorale

di Marco Rogari  02/11/2026 21:07

Ftse Mib
49.947,94 17.40.00

+0,90%

Dax 30
25.981,09 18.00.00

+0,63%

Dow Jones
51.983,98 22.20.00

+0,41%

Nasdaq
25.166,30 22.17.48

-1,07%

Euro/Dollaro
1,1192 22.02.56

-0,05%

Spread
113,85 17.29.49

-5,15

Saranno ben oltre 3,5 milioni i pensionati a patire la stretta alle rivalutazioni introdotta dal 2027 dall’ultima manovra targata Meloni. Che per oltre la metà di questa nutrita platea si tradurrà in una vera e propria stangata, lasciandola quasi indifesa davanti alla perdurante morsa dell’inflazione. Se infatti per circa 1,85 milioni di beneficiari di trattamenti pensionistici compresi tra 4 e 5 volte il minimo Inps (che equivale a 611,85 euro mensili) il taglio rispetto al meccanismo a fasce attualmente in vigore con il ricorso al sistema per scaglioni (con la penalizzazione estesa a tutto l’importo dell’assegno) che prenderà il via il 1° gennaio prossimo produrrà una contenuta riduzione della perequazione (scenderà dal 90 all’85%), per gli altri 1,9 milioni, con un assegno superiore a 5 volte il minimo Inps, il ridimensionamento dell’adeguamento all’inflazione, che potrebbe ulteriormente crescere rispetto alle ultime rilevazioni, sarà progressivamente più pesante. Con una punta del -68% per le pensioni superiori a 10 volte il trattamento minimo Inps: quelle da 6.111 euro lordi mensili in su, che beneficeranno di una rivalutazione di appena il 32% su tutto l’importo dell’assegno.

Il meccanismo di rivalutazione delle pensioni

Il Governo, come è noto, ha deciso di ripercorrere la strada già intrapresa con la legge di bilancio del 2023 quando puntellò la manovra mettendo nel mirino il meccanismo di rivalutazione delle pensioni, introducendo il sistema a 6 scaglioni, al posto del sistema a fasce, molto meno impattante sugli importi dei trattamenti nei casi di ridimensionamento della perequazione. Le fasce dopo due anni sono state ripristinate (100% dell’inflazione per le pensioni fino a 4 volte il minimo; 90% tra 4 e 5 volte il minimo; 75% oltre 5 volte il minimo).

Ma con la legge di bilancio appena varata l’esecutivo Meloni ha deciso di tornare su suoi passi anche per recuperare una fetta delle risorse necessarie a soddisfare almeno in parte le pressanti richieste della maggioranza che da tempo guarda all’avvicinarsi della prossima tornata elettorale. E così è stato riedificato il meccanismo a 6 scaglioni che salvaguarda interamente dalla corsa dell’inflazione soltanto gli oltre 10,3 milioni di pensionati con trattamenti fino 4 volte il minimo Inps: 2.447 euro lordi mensili, quindi sotto i 2mila euro netti al mese. Sopra questa soglia il governo ha deciso di azionare le forbici alla perequazione, che pertanto dal 2027 colpiranno anche gli assegni di poco superiori ai 2mila euro netti al mese con tagli via via sempre maggiori per quelli di importo superiore. Il tutto per recuperare più di 1,4 miliardi l’anno, che su un arco di dieci anni (fino al 2036) diventano circa 14 miliardi. (riproduzione riservata)