Quindici milioni di euro per potenziare i droni autonomi. È l’ammontare di denaro raccolto da Dronus, società italiana nata nel 2018, tramite un aumento di capitale guidato da Algebris Investments e sottoscritto da altri quattro investitori: Azimut, Cdp Venture Capital, Simest ed Eni Next, il corporate venture capital del gruppo Eni che era già partner e socio dell’azienda.
La società sviluppa droni specializzati in attività come ispezione, sicurezza e monitoraggio automatico in ambiti civili e industriali. Dietro c’è una tecnologia chiamata Nest che fa funzionale un modello del tipo «drone-in-a-box»: una struttura simile a un pilone della luce fa da base di ricarica per un drone che svolge le funzioni per cui è programmato senza intervento umano.
«Il sistema automatizza la sequenza operativa e la ricarica del drone tra una missione e l’altra senza supervisione umana sul posto, con trasmissione continua dei dati a supporto delle attività di monitoraggio e ispezione, e può operare 24 ore su 24», spiega il fondatore Marco Ballerini.
Al momento le macchine di Dronus sono usate ad esempio per il monitoraggio di infrastrutture energetiche (in collaborazione con Eni): il drone interviene nell’individuare possibili perdite e malfunzionamenti. Oppure, in ambito smart city, i droni intervengono nel controllo del traffico o delle aree a rischio idrogeologico. Durante il Covid sono invece stati utilizzati per consegnare farmaci a domicilio.
Inoltre, all’estero un’iniziativa di monitoraggio video è attiva a Singapore con Htx e un’altra sperimentazione è in corso nel 5G con Ericsson negli Stati Uniti, dove Dronus è anche partner di Qualcomm.
I droni di Dronus non sono però progettati per applicazioni nell’ambito della difesa. Per come sono strutturati, spiega la società, non possono essere «armati» come i droni militari.
«Dronus non è coinvolta in alcun progetto di difesa. Le nostre soluzioni sono progettate per migliorare la sicurezza delle persone, la sostenibilità ambientale e l’efficienza delle infrastrutture in ambiti come ispezioni industriali, monitoraggio ambientale, protezione delle infrastrutture critiche, gestione delle emergenze e servizi per le smart city», conferma Ballerini.
L’unico ambito in cui possono essere impiegati i droni, a fini esclusivamente di prevenzione, è il monitoraggio del perimetro di infrastrutture critiche, come un’ambasciata o una caserma, in coordinamento con le autorità locali. (riproduzione riservata)