Dove investono i trader italiani: la classifica dei titoli più scambiati su Capital.com
Dove investono i trader italiani: la classifica dei titoli più scambiati su Capital.com
Dalla corsa all’oro alla febbre per la tecnologia: così si muovono i trader italiani su Capital.com

di Elena Dal Maso 25/09/2026 10:45

Ftse Mib
51.930,79 15.01.42

+0,75%

Dax 30
25.441,70 15.01.58

+0,69%

Dow Jones
51.349,98 14.30.01

-0,31%

Nasdaq
26.940,88 7.25.15

+0,01%

Euro/Dollaro
1,1400 14.46.53

+0,25%

Spread
91,36 15.16.24

-4,21

Oro, tecnologia americana e petrolio sono tra gli strumenti più scambiati dai trader italiani sulla piattaforma Capital.com. Nella classifica relativa al periodo 1-23 settembre 2026, elaborata sulla base del volume in dollari degli ordini aperti, al primo posto tra tutti gli strumenti figura l'oro spot. Guardando invece alle singole azioni, la classifica vede in testa Micron Technology, seguita da SpaceX, Moderna, Tesla, SanDisk, Nvidia, Strategy e Direxion Daily Semiconductor Bull 3X Shares. Conme si può notare, nelle prime posizioni non emergono titoli quotati a Piazza Affari.

Gli strumenti e le azioni preferite dai trader italiani

Ecco le prime otto posizioni su strumenti e azioni preferiti dai trader italiani su Capital.com:

1. Oro spot, Micron Technology

2. US Tech 100, SpaceX

3.Petrolio greggio, Usa spotModerna Inc

4. Germany 40, Tesla Inc

5. US Wall Street 30, SanDisk Corp

6. Japan 225, Nnvidia Corp

7. Euro/dollaro, Usa Strategy Inc

8. Brent spot, Direxion Daily Semiconductor Bull 3X Shares

I trader italiani hanno più esperienza

La fotografia si inserisce in un profilo del trader italiano che, secondo una ricerca di Capital.com, presenta alcune caratteristiche distintive rispetto a Germania e Polonia. Il 28% degli intervistati in Italia dichiara oltre sei anni di esperienza nel trading, contro il 18% in Germania e il 16% in Polonia. L'età media è inoltre di 44 anni, la più elevata tra i tre Paesi analizzati.

Il tratto distintivo è anche il peso attribuito all'analisi personale. Il 71% dei trader italiani indica le proprie analisi come principale fonte per le decisioni, una percentuale analoga a quella polacca e inferiore al 78% della Germania. Più contenuto, invece, il ricorso alle fonti esterne. Gli strumenti di analisi basati sull'intelligenza artificiale sono indicati dal 43% degli italiani, contro il 57% dei tedeschi e il 62% dei polacchi. Seguono gli analisti finanziari indipendenti, con il 55% in Italia rispetto al 63% e al 64%, e i report di ricerca istituzionali, al 53% contro il 65% e il 64%.

Ancora più marcato il divario sui social media e sul passaparola: i contenuti sul trading presenti sui social sono utilizzati dal 38% degli italiani, contro il 56% dei tedeschi e il 60% dei polacchi, mentre amici e conoscenti rappresentano una fonte per il 31% degli italiani, contro il 50% e il 57%.

«I nostri dati indicano una preferenza per la profondità rispetto all'ampiezza», ha commentato Christoforos Soutzis, ceo Europe di Capital.com. Secondo il manager, per molti trader italiani tempo e studio sembrano essere stati investiti nel padroneggiare i mercati in cui operano più che nell'apprendere contemporaneamente diverse asset class. Una concentrazione che, ha aggiunto, «rappresenta essa stessa un rischio da considerare, non solo un segno di competenza».

La ricerca è stata condotta è stata condotta su 1.148 trader ad alto reddito tra 25 e 65 anni, con esperienza di investimento, in Italia, Germania e Polonia. Il campione comprende sia clienti Capital.com sia trader che utilizzano piattaforme concorrenti. (riproduzione riservata)