doValue dovrebbe registrare un primo trimestre 2026 debole (risultati attesi il 14 maggio) a causa di un confronto difficile e della normalizzazione dei margini dopo un forte primo trimestre del 2025; anche il flusso di cassa è previsto in calo per effetto dell’inversione del capitale circolante, nonostante la guidance sull’intero esercizio sia stata confermata dopo il closing dell’acquisizione di coeo.
Nel frattempo, Fortress sta ampliando la propria presenza nei crediti deteriorati (npl) europei tramite Axactor, ma resta il principale azionista di doValue (23%) con una forte convergenza di interessi di lungo periodo.
«Stimiamo che i risultati del primo trimestre del 2026 di doValue saranno più deboli su base annua a causa di un confronto sfavorevole con un primo trimestre 2025 molto solido, che aveva beneficiato di elementi non ricorrenti ad alto margine, in particolare le commissioni di vendita legate alle dismissioni in Grecia e in Italia», sottolinea l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo.
Il trimestre dovrebbe, invece, riflettere la tipica stagionalità del gruppo, in cui il primo trimestre contribuisce storicamente in misura inferiore ai ricavi annui (22%) e all’ebitda (18%), con margini in normalizzazione intorno al 29% rispetto a oltre il 36% del primo trimestre de 2025.
Anche il flusso di cassa è probabilmente destinato a mostrare un confronto più debole, poiché lo stesso periodo del 2025 aveva beneficiato di un contributo insolitamente positivo del capitale circolante (oltre 11 milioni di euro), a differenza della tipica dinamica negativa osservata negli anni precedenti.
Più in dettaglio, l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo si aspetta ricavi lordi a 123 milioni di euro, -13% anno su anno, un ebitda a 36 milioni, -29% anno su anno, un indebitamento finanziario netto in lieve peggioramento a 443 milioni dai 439 milioni di fine 2025 e un rapporto debito netto/ebitda di 2,3x.
Sebbene la volatilità trimestrale sia intrinseca al business (a causa dell’attività giudiziaria e del comportamento dei debitori), gli investitoriper Intesa Sanpaolo potrebbero interrogarsi sull’esecuzione rispetto agli obiettivi annuali, nonostante la guidance recentemente confermata dal management in occasione dell’annuncio del closing dell’acquisizione di coeo, che prevede il consolidamento dell’intero anno della società acquisita (circa 800 milioni di euro di ricavi, 300 milioni di ebitda, leva finanziaria netta pari a 2,2x).
Detto ciò, la società continua a prevedere un contributo positivo del capitale circolante di 20 milioni di euro per fine 2026, mitigando parzialmente le preoccupazioni a livello annuale.
Intanto la scorsa settimana, la società norvegese quotata Axactor ha annunciato un’operazione trasformativa che combina un aumento di capitale da 200 milioni di euro e la vendita di un portafoglio seed da 100 milioni di euro, fortemente sostenuta da Fortress, che ne uscirà con una partecipazione del 31%, una rappresentanza nel consiglio di amministrazione e un accordo di co-investimento a lungo termine della durata di cinque anni.
Fondata nel 2015, Axactor è attiva nell’acquisto e gestione di npl, operando in diversi mercati europei (tra cui Spagna, Germania, Norvegia, Svezia e Italia), con un focus sul debito consumer non garantito tramite una combinazione di acquisizione di portafogli e servicing per conto terzi.
Fortress Investment Group è il principale azionista di doValue con una quota del 23% e ha mantenuto il proprio investimento sin dall’Ipo, rappresentando un impegno di lungo periodo nella crescita della società. Questa base strategica è stata ulteriormente rafforzata da altri investitori rilevanti, tra cui Bain Capital (entrato dopo l’Ipo) ed Elliott (diventato azionista significativo dopo l’acquisizione di Gardant Group).
Più recentemente, Fortress, Bain Capital ed Elliott hanno tutti partecipato all’aumento di capitale nel dicembre 2024 della società, sottoscrivendo pro quota per supportare lo sviluppo strategico della soicietà
Al primo semestre del 2025 i portafogli legati a Fortress rappresentavano 23 miliardi di euro di gross book value (il 16% del totale del gruppo), evidenziando il forte legame commerciale tra i due gruppi.
L’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha confermato il rating buy e il target price a 3,4 euro sul titolo doValue (+2,48% a 2,152 euro il 4 maggio in borsa). (riproduzione riservata)