Dopo l’acquisizione di Coeo, DoValue accelera sulla diversificazione, riducendo l’esposizione al settore dei crediti deteriorati e rafforzando attività digitali, gestione degli impieghi performing e presenza internazionale, con il mercato tedesco destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale. Questa è la strategia del ceo Manuela Franchi per affrontare uno snodo decisivo del settore.
Risposta. Da diversi anni stiamo costruendo con coerenza un nuovo posizionamento strategico: siamo passati da una gestione focalizzata sulle sofferenze bancarie a un modello pienamente diversificato, sia in temini di servizi offerti alla clientela, sia sul fronte geografico. Al termine dell'integrazione di coeo, le attività npl rappresenteranno solo il 45% del nostro core business. Il resto sarà composto da attività di gestione di crediti non npl , lungo l’intera catena del credito, inclusi anche i crediti di origine non finanziaria, in crescita grazie all’apporto di coeo, oltre a servizi a valore aggiunto, che spaziano dall’analisi dei dati alla consulenza e alle soluzioni digitali per la gestione dei crediti.
R. Il nostro modello è sempre stato chiaro: ci concentriamo sulla gestione dei crediti, non sull’acquisto. Nell’eventualità – come è accaduto in un recente passato – di un rialzo dei tassi, questo fa la differenza: chi acquista portafogli è stato costretto a rifinanziarsi a costi anche tre volte superiori al passato, schiacciando i propri margini. Il nostro modello di business asset light ci mette al riparo da queste dinamiche, permettendoci di concentrare le risorse sugli investimenti tecnologici e sull'efficienza operativa, mantenendo una struttura di costi più snella.
R. Coeo sarà parte integrante del gruppo e, al tempo stesso, il motore della nostra trasformazione digitale. Il gruppo tedesco è estremamente specializzato nell’area degli small tickets legati a e-commerce, buy now pay later, telco ed energia, ambiti dove la velocità di recupero è tutto. L'obiettivo è integrare questa agilità e capacità di gestire volumi molto grandi con la nostra esperienza storica nei portafogli di grandi dimensioni. Riteniamo inoltre che le capacità di sviluppo della controllata di coeo dedicata all’AI possa aiutarci a sviluppare soluzione innovative anche per i nostri processi legati al nostro business core. Da un punto di vista di posizionamento di mercato, continueremo ad utilizzare il brand Coeo con i clienti non finanziari presso cui Coeo ha costruito una reputazione distinta e invidiabile.
D. Le sinergie non sono incluse nelle vostre previsioni: quando pensate che inizieranno a vedersi in bilancio e con che impatto?
R. Non le abbiamo incluse perché il deal ha un razionale strategico solido a prescindere dalle sinergie. Quelle che vediamo sono principalmente sul fronte dei ricavi e, per loro natura, più difficili da quantificare ex-ante con un approccio top-down: abbiamo quindi preferito rimandarne la quantificazione a quando avremo dati più robusti. Coeo, per noi, è prima di tutto una storia di crescita: le leve principali saranno l’espansione del business tradizionale di DoValue in Germania e lo sviluppo delle attività di Coeo nel Sud Europa. Questo ci consentirà di aumentare i ricavi in modo sostenibile, valorizzando le rispettive competenze senza appesantire la struttura.
D. La tecnologia di Coeo verrà usata in tutto il gruppo o solo in alcune aree?
R. La tecnologia è un pilastro della nostra strategia. Coeo ha sviluppato una società dedicata esclusivamente all’intelligenza artificiale applicata al recupero crediti. Nel business tradizionale di DoValue caratterizzato da posizioni di taglio rilevante non usiamo l’intelligenza artificiale I per sostituire il contatto umano, ma per potenziarlo: serve a migliorare le previsioni d'incasso e ad automatizzare i processi onerosi. Grazie a questo approccio, puntiamo a portare il nostro margine verso il 40%: la tecnologia ci consente di scalare il business riducendo i costi operativi, un fattore chiave per la profittabilità futura del gruppo.
D. Dopo l’operazione, darete priorità a ridurre il debito, distribuire dividendi o fare nuove acquisizioni?
R. Abbiamo una roadmap chiara sulla gestione del capitale. Nonostante gli investimenti, stiamo generando cassa e riducendo il debito: la leva finanziaria è scesa da 2,4 volte del 2024 a 2 volte nel 2025. Anche dopo il pagamento di Coeo, prevediamo di chiudere l'anno a 2,2 volte per poi scendere sotto la soglia del 2 volte nel 2027. Nel frattempo abbiamo proposto all’assemblea un dividendo di circa 17,5 milioni, in pagamento a maggio, in linea con la fascia alta della nostra politica dei dividendi. Nel 2026 la priorità resta la riduzione del debito: non prevediamo acquisizioni di dimensioni rilevanti, ad eccezione di eventuali operazioni bolt-on con impatto contenuto sul percorso di deleverage. Valuteremo nuove operazioni di maggiore portata solo a partire dal 2027, una volta pienamente consolidato il bilancio.
D. Con la crescita in Germania, cambierà il peso dei diversi Paesi nel gruppo?
R. La Germania è diventata un mercato strategico per il gruppo perché, a differenza dell’Italia, presenta uno stock di crediti deteriorati in aumento (+14,4 miliardi tra il primo trimestre 2023 e la metà del 2025). Con l'acquisizione di Coeo, la Germania diventa il terzo paese del gruppo, dopo Grecia e Italia, contribuendo a un riequilibrio significativo del nostro mix geografico. Inoltre, l’operazione appena arrivata al closing ci consente di entrare in altri otto nuovi mercati europei, ampliando in modo rilevante la nostra presenza internazionale e consolidando il posizionamento di DoValue come leader paneuropeo, in grado di accompagnare i grandi operatori digitali nei principali mercati. (riproduzione riservata)