Nuovo passo avanti di doValue nel mercato italiano del credit management e della finanza strutturata. Il gruppo di servizi finanziari ha annunciato l’aggiudicazione di nuovi mandati per un valore complessivo di 430 milioni di euro, rafforzando il proprio posizionamento nei servizi integrati a supporto degli investitori istituzionali.
L’operazione vede doValue al fianco di un primario investitore internazionale nell’acquisizione di un portafoglio di crediti ceduto da una grande banca italiana. In particolare, la società ha contribuito alla strutturazione di tre operazioni di cartolarizzazione relative a 2.800 mutui fondiari, caratterizzati da una composizione mista: circa il 50% dei crediti risulta in bonis, mentre la restante parte è rappresentata da esposizioni Utp e Npl.
Oltre al ruolo di special servicer, doValue ha assunto anche le funzioni di primary e master servicer, corporate servicer e calculation agent tramite la controllata doNext.
Una mossa che conferma la strategia del gruppo di ampliare la propria presenza lungo tutta la catena del valore del servicing, puntando su attività a maggior marginalità e contenuto tecnico. L’operazione evidenzia, inoltre, l’evoluzione del mercato del credito distressed, sempre più orientato verso piattaforme capaci di gestire portafogli eterogenei, che includono sia crediti deteriorati sia posizioni performing. In questo contesto, la capacità di offrire soluzioni integrate end-to-end rappresenta un elemento distintivo per gli operatori specializzati.
Per doValue il nuovo incarico contribuisce ad aumentare le masse in gestione e a migliorare la visibilità dei ricavi, in una fase in cui il gruppo sta accelerando la diversificazione delle asset class servite oltre il tradizionale business degli Npl.
Il mandato consolida, infine, il ruolo della società come partner di riferimento per gli investitori istituzionali attivi sul mercato italiano delle cartolarizzazioni e del credito, facendo leva su competenze specialistiche, presidio operativo e capacità di execution nelle operazioni complesse di finanza strutturata.
La notizia per Equita è positiva, «sebbene con impatti che stimiamo contenuti, ma che conferma la strategia del management di sviluppo nei servizi a valore aggiunto e di ampliamento anche a monte della catena del credito». La sim ha un rating hold e un target price a 2,6 euro sul titolo doValue.
Quello che Kepler Cheuvreux apprezza è che doValue non agisce solo come special servicer; attraverso doNext, sta assumendo anche i ruoli di primary/master servicer, corporate servicer e calculation agent. Pertanto, «l’operazione è un buon esempio delle più ampie capacità della piattaforma del gruppo e del suo ingresso nei servizi a valore aggiunto, nella finanza strutturata e nelle asset class diversificate. Questa notizia è leggermente positiva e sul titolo ribadiamo il rating buy e il target price a 3,70 euro».
A Piazza Affari l’azione doValue il 12 maggio sale contro corrente rispetto al mercato dell’1,62% a 2,134 dopo aver, però, messo a segno negli ultimi tre mesi un -12% nonostante l’annuncio a inizio maggio del completamento della vendita di un portafoglio di crediti tornati in bonis (re-performing loans) in Grecia a investitori specializzati. Il portafoglio ha un gross book value pari a 230 milioni di euro, è composto da 3.400 prestiti e ha raggiunto lo status di re-performing grazie alla gestione di doValue come servicer. La società continuerà a svolgere il ruolo di servicer del portafoglio anche dopo la cessione.
DoValue dovrebbe registrare un primo trimestre 2026 debole (risultati attesi il 14 maggio) a causa di un confronto difficile e della normalizzazione dei margini dopo un forte primo trimestre del 2025; anche il flusso di cassa è previsto in calo per effetto dell’inversione del capitale circolante, nonostante la guidance sull’intero esercizio sia stata confermata dopo il closing dell’acquisizione di coeo.
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