Doppio riassetto in casa Buzzi. Moto, cliniche veterinarie e rinnovabili per la dinastia del cemento
Doppio riassetto in casa Buzzi. Moto, cliniche veterinarie e rinnovabili per la dinastia del cemento
La cassaforte di famiglia Fimedi trasferisce il business delle energie green sotto Presa. Rafforzata anche la catena di controllo sulla subholding da cui dipende lo stesso colosso del cemento

di di Andrea Deugeni 10/09/2026 23:00

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Grandi semplificazioni della struttura societaria in casa Buzzi, la dinastia piemontese del cemento che controlla con oltre il 53% l’omonimo gruppo che opera nel calcestruzzo da 4,5 miliardi di euro di fatturato consolidato e quotato a Piazza Affari.
 

Il 9,9% di Buzzi è in capo direttamente alla cassaforte di famiglia Fimedi, mentre il restante 43,14% si trova invece nel portafoglio della subholding Presa.

La riorganizzazione del portafoglio partecipazioni

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, nel corso dell’ultimo esercizio Fimedi - interamente posseduta da nove veicoli societari (Ariete, Borsa, Frani, Pegaso, Sagittario, Mistral, Gemelli, Meltemi e Vega) che fanno capo ai rami della dinastia di Casale Monferrato - ha avviato una riorganizzazione del portafoglio partecipazioni, investimenti che oltre al cemento vanno dall’energia eolica alla rete belga di cliniche veterinarie BeVet e al food (Zerbinati) e dalle moto ed e-bike (Fantic Motor e Motus Componenti) al più classico private equity (Eulero Capital).

Le operazioni della subholding Presa

I cantieri della semplificazione hanno riguardato principalmente la subholding Presa che è diventata il veicolo operativo della diversificazione dei Buzzi. Sul fronte delle rinnovabili, Fimedi presieduta da Pietro Buzzi ha venduto a Presa il 100% di Physis e Fimenergia e ha passato al piano di sotto per 1,5 milioni di euro anche il 14,25% di TCPVet Holdo. È una società lussemburghese utilizzata dall’asset manager Transition Capital Partners per gestire una quarantina di cliniche veterinarie in Belgio da oltre 20 milioni di ricavi.
 

Contestualmente Fimedi ha rafforzato la catena di controllo interna su Presa: originariamente la subholding faceva capo per il 75% a Fimedi, mentre il restante 25% era frazionato fra diverse persone fisiche e giuridiche della famiglia Buzzi. Grazie a un’operazione infragruppo, la cassaforte ha acquistando il 5,7% ed è ora salita all’80,7%. Infine a settembre Fimedi ha concesso a Presa una linea di credito fruttifera fino a 40 milioni con cui la subholding ha arrotondato la quota nel colosso del cemento, quota salita dal 52,8% (diretto e indiretto) a oltre il 53%.

Risultati finanziari e dividendi

Grazie ai dividendi del portafoglio partecipazioni, lo scorso anno Fimedi ha realizzato 21,8 milioni di utili, in calo dai 30,9 milioni del 2024. Il flusso cedolare dell’ammiraglia Buzzi è cresciuto a quasi 13,5 milioni (dagli 11,55 milioni dell’esercizio precedente), mentre Presa ha girato al piano di sopra 8,37 milioni contro i 15,6 milioni dell’anno prima. Gli utili sono stati interamente accantonati a patrimonio, cresciuto così a 261,3 milioni (da 239,4 milioni). Secondo quanto si legge nella relazione sulla gestione dell’ultimo bilancio per l’anno in corso la cassaforte prevede di realizzare profitti in linea con il 2025. (riproduzione riservata)