Banche Usa fra luci e ombre. Le trimestrali delle big bank americane hanno in maggioranza sorpreso in positivo, ma non sono mancate le delusioni. Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno presentato i conti più convincenti, mentre Citigroup ha confermato i progressi nel percorso di ristrutturazione. Più contrastanti i risultati di JPMorgan e Wells Fargo, mentre Bank of America ha risentito sia della debolezza di alcune attività sia delle recenti criticità regolamentari. «L'aspetto più interessante» fa notare Giacomo Calef, co-fondatore di Rheos Partners «è la diversa performance delle attività di mercato. Il trading azionario ha beneficiato della volatilità, mentre quello obbligazionario ha sofferto il brusco movimento dei rendimenti, con Citigroup in controtendenza. È una distinzione importante, perché dimostra che una maggiore volatilità non si traduce necessariamente in maggiori ricavi per tutte le banche».
Anche nell'investment banking il quadro è differenziato: Goldman Sachs ha mostrato una buona capacità di esecuzione, mentre presso altri istituti alcune operazioni sono state rinviate. «Credo quindi che queste trimestrali vadano lette soprattutto attraverso la capacità delle singole banche di adattarsi a condizioni di mercato che stanno cambiando rapidamente, più che attraverso il semplice confronto con le aspettative degli analisti» aggiunge il gestore.
Se si vuole trovare un filo conduttore nelle trimestrali delle banche Usa questo è rappresentato dall’AI. Nel corso del 2026 le banche d’affari hanno incassato commissioni importanti su operazioni legate all’intelligenza artificiale, come l’Ipo di SpaceX e l’offerta di azioni di Sk Hynix sul mercato statunitense sotto forma di Adr. «Goldman e Morgan Stanley sono inoltre in prima fila nella prossima quotazione di Anthropic. Ancora più rilevante dei ricavi diretti da queste operazioni è stato l’effetto del trade sull’AI sul trading, soprattutto azionario, con ricavi in fortissima crescita tra cash, derivati e prime brokerage» dice Edoardo Proverbio, responsabile investimenti di Decalia.
Un elemento comune che è stati riscontato nelle trimestrali delle grandi banche Usa è l’aumento dei margini nel wealth management. Una tendenza che proseguirà? «Ritengo di sì, se i mercati azionari reggeranno ai livelli attuali» dice Proverbio. Che continua: «Il contesto dei tassi è favorevole: il 16 settembre la Fed ha alzato i tassi di 25 punti base, portandoli al 3,75-4,00%. Tassi più alti sostengono il margine di interesse su depositi e prestiti della clientela private. I prezzi di borsa e la raccolta sostengono invece le commissioni sugli asset gestiti».
Il wealth management ha inoltre beneficiato della ricchezza creata dalle grandi Ipo, con in prima fila quella di SpaceX. Le quotazioni trasformano in liquidità le partecipazioni azionarie di dipendenti e fondatori, e quella liquidità confluisce nelle reti di consulenza. Per Proverbio, Morgan Stanley ne è l’esempio più chiaro. Nel secondo trimestre poco più della metà dei suoi 148 miliardi di nuovi asset netti era legata alle Ipo di società clienti del canale Workplace, dedicato ai piani azionari per i dipendenti. Nel terzo trimestre il Wealth Management ha registrato ricavi record di 9,1 miliardi, grazie a commissioni di gestione robuste e a un margine di interesse in crescita, e ha raccolto 232 miliardi di nuovi asset netti.
Ci sono però anche dei rischi «Quello principale» aggiunge il gestore «è che rendimenti elevati mettano sotto pressione le valutazioni azionarie, riducendo la base su cui si calcolano le commissioni».
Il punto centrale è trasformare la crescita dei patrimoni in redditività sostenibile. «Non tutti gli asset acquisiti producono immediatamente commissioni ricorrenti, mentre la competizione sui grandi clienti e gli investimenti in tecnologia e personale continuano a incidere sui costi.
Per questo ritengo che la tendenza di lungo periodo rimanga favorevole, ma non mi aspetterei un'espansione automatica dei margini» dice Calef. Il vero vantaggio competitivo sarà quindi la capacità di generare raccolta organica, ampliare i servizi offerti e mantenere una struttura dei costi efficiente.
Le trimestrali di JP Morgan, Citigroup e Bank of America hanno confermato la resilienza dell'economia americana, nonostante gli elevati tassi d'interesse. L'elemento più significativo è la crescita dei prestiti su base annua: +10% per JP Morgan, +12% per Citigroup e +6% per Bank of America. «Un'espansione che testimonia la tenuta della domanda di credito da parte di famiglie e imprese, coerentemente con un'economia che continua a beneficiare di consumi robusti e investimenti aziendali sostenuti» commenta Gianni Piazzoli, cio di Vontobel Wealth Management. Ancora più importante è la qualità di questa crescita. Piazzoli fa infatti notare che non emergono segnali di deterioramento generalizzato del credito: JP Morgan registra una riduzione del 19% accantonamenti a sofferenza sui prestiti rispetto all'anno precedente, Citigroup presenta perdite inferiori alle attese e Bank of America conferma un miglioramento della qualità degli attivi. La crescita dei volumi non sembra quindi accompagnarsi, almeno per ora, a un peggioramento significativo delle sofferenze. In sintesi, il margine d'interesse continua a beneficiare della combinazione tra volumi crescenti e rendimenti elevati.
Fin qui i risultati trimestrali, ma guardando ai fondamentali quali banche hanno maggiori potenzialità di rialzo a Wall Street? Proverbio è positivo su JPMorgan, per buone ragioni: redditività ai vertici del settore, solidità patrimoniale e una guidance sul margine di interesse in rialzo. Sempre nel mondo dei finanziari, ma fuori dal settore bancario, è stato positivamente sorpreso dai risultati trimestrali di BlackRock. L’utile per azione rettificato è stato di 15,93 dollari contro 11,55 un anno fa (+38%), ben sopra un consenso di 14,04-14,26 dollari. Gli asset in gestione hanno raggiunto 15.488 miliardi di dollari, con una raccolta netta di 205 miliardi nel trimestre. Continua quindi a essere ottimista sul titolo nel lungo periodo. «A questi livelli di valutazione comincio inoltre a vedere valore anche nei gestori alternativi come Blackstone e KKR. Ritengo infatti che il mercato stia già prezzando lo scenario negativo legato alle difficoltà del private credit e delle strutture semi-liquide con riscatti trimestrali».
Nella selezione delle azioni, Calef sottolinea la necessità si distinguere innanzitutto la qualità della banca dall'attrattività del titolo. «Nel settore bancario, anche un modello di business eccellente può rappresentare un investimento meno interessante quando le aspettative incorporate nelle valutazioni sono particolarmente elevate» spiega il money manager.
JPMorgan e Morgan Stanley rimangono tra gli istituti che considera più interessanti per qualità del modello industriale. La prima beneficia di una diversificazione difficilmente replicabile, mentre la seconda ha costruito una componente significativa di ricavi ricorrenti attraverso il wealth management. Si tratta però di caratteristiche apparentemente già ampiamente riconosciute dal mercato.
Citigroup presenta invece, a suo avviso, una prospettiva differente, legata al potenziale recupero della redditività. In questo caso, l'interesse dipende soprattutto dalla capacità di portare a compimento la trasformazione operativa. Goldman Sachs offre invece un'esposizione più marcata all'andamento dei mercati dei capitali e a un'eventuale ripresa dell'attività di investment banking.
«Su Bank of America e Wells Fargo adotterei un atteggiamento più attendista, pur riconoscendo la solidità dei rispettivi franchise commerciali. Per la prima guarderei soprattutto alla risoluzione delle criticità regolamentari e al recupero nell'investment banking; per la seconda, alla capacità di tradurre la crescita dell'attività creditizia in maggiore redditività» continua co-fondatore di Rheos Partners. Non individua quindi titoli da escludere a priori, m preferisce valutare le opportunità in funzione del prezzo e delle prospettive dei singoli istituti. In definitiva, una buona banca non è necessariamente un buon investimento a qualsiasi prezzo. (riproduzione riservata)