Donald Trump vuole imporre dazi al 10% a decine di Paesi. I consiglieri del tycoon: si rischia una shock economico
Donald Trump vuole imporre dazi al 10% a decine di Paesi. I consiglieri del tycoon: si rischia una shock economico
L’imposta globale scadrà il 24 luglio e il presidente degli Usa vuole rinnovarla, aggirando la sentenza della Corte Suprema

di Alessandro Rigamonti  21/07/2026 16:45

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La guerra commerciale di Donald Trump va avanti. Secondo il Financial Times, il presidente americano sarebbe pronto a imporre nuovi dazi su decine di Paesi, dato che l’imposta globale del 10% scadrà il prossimo 24 luglio. Secondo fonti a conoscenza dei piani, i consiglieri del tycoon lo avrebbero avvertito del rischio di provocare uno shock economico a pochi mesi dalle elezioni di medio termine. Anche il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer, intervenendo in un programma della Cnbc, ha dichiarato di aspettarsi «presto dei cambiamenti».

Dopo che la Corte Suprema, all'inizio del 2026, aveva annullato le imposte reciproche introdotte nell’aprile del 2025, Washington aveva deciso di adottare un regime tariffario del 10%, ma adesso queste misure sono giunte a scadenza e non possono essere rinnovate (a meno di un intervento del Congresso). Il nuovo pacchetto di dazi verrebbe introdotto, secondo quanto riporta il Financial Times, a seguito di un'indagine sulle pratiche di lavoro forzato, la cosiddetta Section 301 del Trade Act del 1974, che consentirebbe a Trump di evitare di ricorrere ai poteri di emergenza annullati dalla Corte Suprema.

I dazi potrebbero essere annunciati già questa settimana e si prevede che possano essere tra il 10% e il 12,5%. I Paesi coinvolti potrebbero essere fino a 60 e Greer ha affermato che i dazi proposti ai sensi della Sezione 301 coprirebbero «circa il 99% degli scambi commerciali».

Ma l'amministrazione americana sta lavorando ad altre indagini che potrebbero conferirle l'autorità legale per proporre imposte ancora più elevate. Nell’ultimo periodo, Washington ha avviato un’indagine sulla sovra capacità produttiva. Questa include l’Unione europea, la Cina, Singapore, la Svizzera, la Norvegia, l'Indonesia, la Malesia, la Cambogia, la Thailandia, la Corea del Sud, il Vietnam, Taiwan, il Bangladesh, il Messico, il Giappone e l'India.

La guerra commerciale al Canada

Oltre ai nuovi dazi da annunciare, gli Usa hanno già imposto al Canada un’imposta del 50% su una vasta gamma di merci. L’accusa mossa a Ottawa da alti funzionari dell'amministrazione Trump è di aver messo in atto pratiche commerciali sleali, bloccando in alcune province l’acquisto di alcolici statunitensi, imponendo dazi sulle automobili americane e discriminando il formaggio americano. (riproduzione riservata)